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Lombardia, Fontana: "Siamo ripartiti col piede giusto"

La ripresa proietta il Pil lombardo del 2021 al 6,4%, per il Governatore Fontana centrali la manovra di bilancio 2022-2024 e la campagna vaccinale

Glocal news 08 Novembre 2021 ore 12:00

La manovra di bilancio 2022-2024, i capitoli della sanità e del trasporto pubblico, il plauso ai lombardi per la responsabilità nella campagna vaccinale e la ripresa delle interlocuzioni col Governo centrale in tema di autonomia regionale. Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo gli ultimi due anni segnati dall'emergenza sanitaria, sociale ed economica, inizia a vedere la quiete dopo la tempesta di leopardiana memoria. Lo fa analizzando la ripresa che proietta il Pil lombardo del 2021 al 6,4%. Le ultime misure previste a bilancio questa volta danno ampio spazio alla sanità territoriale, la cui riforma appare cosa fatta, e al trasporto pubblico, sul quale il Pirellone, sostiene, di "aver sempre dovuto versare finanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli statali, di tasca propria".

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L'intervista al Presidente Fontana

Intanto è ottimo l'andamento della campagna vaccinale. Un momento favorevole per rimettere al centro della discussione la riforma sull'autonomia, nel quadro, come sostiene il governatore, di "un percorso lineare che si ispiri alla Costituzione". Necessario quindi "un accordo Stato/Regione da sottoporre al più presto al giudizio del Parlamento".

Mentre è scattata la terza fase del sostegno alle imprese lombarde per gli effetti provocati dalla pandemia, che prevede risorse per 460 milioni di euro, la Giunta ha dato il via libera alla manovra di bilancio 2022-2024, la cui stella polare sembra essere quella di mantenere i servizi senza però aumentare le tasse ai cittadini. E' così?

"Sì, così facendo abbiamo evitato di aggravare la situazione. Ora disponiamo di tutti i mezzi necessari per ripartire. Una ripartenza i cui segnali sono già arrivati a dimostrazione di essere la locomotiva d'Europa, per Pil, occupazione ed esportazioni. Il merito va alla capacità di reazione che hanno avuto i cittadini e la classe imprenditoriale. Noi ci siamo mossi subito per fare in modo che i soldi messi a disposizione, oltre a rappresentare un aiuto concreto, dessero il senso della vicinanza delle Istituzioni a chi doveva far ripartire l'economia".

La manovra contiene risorse aggiuntive per sanità e trasporto pubblico. Riuscite già ad ipotizzare degli interventi concreti in questi delicati ambiti?

"Gli interventi sono indirizzati soprattutto nella sanità territoriale, che la pandemia ci ha insegnato di dover supportare sempre di più. Da qui il progetto di realizzare ospedali e Case di comunità. Sulla carenza dei medici, invece, il problema non risiede nel budget, che avevamo anche prima del Covid, ma nasce da una programmazione nazionale che non è stata fatta nel modo migliore. Quanto al trasporto pubblico, siamo la Regione che più di tutte stanzia risorse proprie. Accanto a quelle statali, infatti, mettiamo a disposizione 400 milioni. Nonostante ciò subiamo penalizzazioni nei trasferimenti che non tengono conto del fatto che siamo l'unica regione che su ferro, prima della pandemia, trasportava 800mila persone al giorno. Continueremo ad investire, come dimostrano i nuovi treni in consegna. Quello che manca sono gli interventi sulla rete ferroviaria, arretrata e inferiore alle necessità: abbiamo bisogno di raddoppi, interventi e eliminazione dei passaggi a livello. RFI a inizio del 2019 si era impegnata ad investire 14 miliardi in 7 anni, ma siamo ancora al palo. Nel frattempo abbiamo deciso di introdurre il treno ad idrogeno in Valcamonica, dove non si può elettrificare la rete, mentre i nuovi treni entreranno in funzione nel 2023/2024".

Il Pirellone ha messo in campo un programma di investimenti chiamato Piano Lombardia. Come si coniuga con il Pnrr annunciato a livello statale?

"Sostanzialmente lo anticipa, in quanto risale al maggio 2020. La differenza sta nel fatto che noi investiamo anche sulle strade, mentre il Pnrr non lo fa. Anche noi andiamo verso la ricerca, la digitalizzazione, la sostenibilità. Tutti ambiti che ci sono stati suggeriti dall'Europa. Un segnale di condivisione che ci vede lavorare a più livelli nella stessa direzione"

La campagna vaccinale

Dopo la grande responsabilità dei lombardi nella campagna vaccinale, sono aperte le prenotazioni per ricevere la somministrazione delle terze dosi per gli over 65. Come sta andando questa terza fase e qual è l'andamento della pandemia?

"La campagna è stata ed è un vero successo: superiamo la quota del 90% della popolazione vaccinata. Le persone hanno fatto il proprio dovere. I numeri sono positivi, la percentuale di copertura è alta, ma non dobbiamo fermarci, dobbiamo continuare in questa direzione e fare la terza dose".

Tuttavia c'è ancora qualcuno, specie sulla piazza di Milano, che, oltre a mostrare remore nei confronti dei vaccini, sta trasformando tali sentimenti in manifestazioni che finiscono per generare problemi a livello di ordine pubblico. Cosa ne pensa?

"Non sono uno scienziato ma guardo i numeri e mi rendo conto che l'occupazione degli ospedali si è ridotta. Se abbiamo ripreso una vita normale significa che la vaccinazione è servita. I numeri ci dicono che la strada giusta rimane quella che abbiamo intrapreso. Sono d'accordo con Confcommercio quando intende difendere le attività che sono state ferme a lungo da coloro che manifestano".

A che punto si trova il progetto di riforma sanitaria? Quando potremo constatarne i primi risultati?

"E' una riforma che nasce da un'importante opera di ascolto: abbiamo promosso più di 300 audizioni, raccolto numerose idee e soluzioni che hanno integrato e modificato il contenuto della legge. Abbiamo avvicinato la sanità ai cittadini, creato strutture facilmente raggiungibili avendo da un lato la possibilità di ricevere una visita e di fare un esame e dall'altro creare assistenze sub-acute per coloro che sono reduci da un'operazione e che non necessitano un ricovero in ospedale ma di essere monitorati in un ambiente diverso rispetto a quello domestico. E’ una riforma che chiederà nuove risorse che ci sono state date con queste ultime disposizioni e andrà resa sostenibile, se ci sarà un ripensamento dei fondi che ci sono stati garantiti. Quando dico sostenibile intendo capace di ridurre le spese negli ospedali la cui differenza servirà a tenere in piedi la sanità territoriale. Credo che l'investimento nella sanità non sia mai da considerare come una semplice spesa. Dal 2011 abbiamo assistito a tagli costanti per 37 miliardi in tutto il Paese, ora si deve ricominciare a investire. I futuri governi e quello attuale se ne devono fare carico"

Il futuro di Regione Lombardia

Nel frattempo è tornato in auge il tema dell'autonomia regionale. I suoi tecnici, assieme a quelli della Regione Veneto, stanno affinando le proposte da rimettere al centro della discussione e delle attenzioni della ministra Mariastella Gelmini. A che punto siamo?

"Abbiamo avuto interlocuzioni col ministro e prodotto un documento in cui sintetizziamo le nostre richieste. Dovremo incontrarci per definire la strada da percorrere. La Costituzione, lo ricordo, prevede un percorso lineare frutto dell'accordo tra Governo e Regione. Accordo che deve essere sottoposto al Parlamento, il quale lo accoglie o lo respinge. Penso che questo Governo, che è serio, debba affrontare il problema con la massima determinazione. L’autonomia è necessaria per il Paese, che deve essere svecchiato".

Siamo a un anno dalla fine della legislatura, prevede un Fontana bis?

"Ora come ora il problema serio è dare una risposta all'emergenza che ancora stiamo affrontando. Potrò pensare al mio futuro dopo aver risolto i problemi di sanità e ripresa economica. Solo dopo mi concentrerò sul da farsi".

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