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Sentenza shock: "Non c'è obbligo di dire il vero nell'autocertificazione"

Un giovane nel documento aveva dichiarato di rincasare dal lavoro, ma un poliziotto puntiglioso aveva scoperto dal suo titolare che era di riposo.

Sentenza shock: "Non c'è obbligo di dire il vero nell'autocertificazione"
Glocal news 26 Marzo 2021 ore 11:30

Un giovane di 24 anni è stato assolto a Milano, in un processo per falso con rito abbreviato, dal giudice per le udienze preliminari Alessandra Del Corvo per aver mentito nell'autocertificazione.

Il gup: "Non c'è obbligo di dire il vero nell'autocertificazione"

Da Prima Milano

Un anno fa, durante il lockdown, l'aveva mostrata a un controllo alla stazione di Cadorna, una delle più trafficate del capoluogo meneghino. Nel documento, aveva dichiarato il falso, ovvero che stava rientrando a casa dopo il lavoro (mentre in realtà, quel giorno era di riposo).

Era stato un poliziotto puntiglioso a smascherare la "balla", scrivendo un'e-mail al titolare del 24enne per una verifica.

Per il gup però il fatto non sussiste:

"L'obbligo di riferire la verità non è previsto da alcuna norma di legge e anche se ci fosse - secondo il giudice - sarebbe in palese contrasto con il diritto di difesa del singolo previsto dalla costituzione".

Una sentenza destinata ora a far discutere, perché rischia di mettere in difficoltà un tassello importante per la tutela della salute in epoca Covid: il sistema di controlli volto a contenere la diffusione dei contagi.


“Siamo andati dal parrucchiere, anzi no: abbiamo fatto la spesa”

Di bugie, nel corso di questo anno di pandemia, se ne sono viste di tutti i colori. Uno degli ultimi episodi più tragicomici era accaduto pochi giorni fa sempre nel Milanese, come raccontato dal nostro quotidiano online Prima la Martesana.

Prima avevano dichiarato di essere andati dal parrucchiere del centro commerciale (peccato che questa tipologia di attività sia chiusa da quando la Lombardia è in zona rossa). Poi avevano “rilanciato”, dicendo agli agenti di aver fatto la spesa (anche se in auto non c’era nemmeno un sacchetto).

Le bugie hanno le gambe corte… e “costose”: è così che tre cittadini, un 62enne, a un 33enne e a un 24enne, sono stati intercettati dalla Polizia Locale di Brugherio e si sono beccati una multa ciascuno per la violazione della normativa anti-Covid: ben 533 euro per lo spostamento tra Comuni non giustificato (maggiorato di un terzo perché avvenuto su un veicolo, rispetto alla multa ormai “classica” da 400).

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