eccellenza

La Fiera del Tartufo di Asti diventa nazionale

L’amministrazione regionale ha attribuito anche la classificazione di “mostra mercato”

La Fiera del Tartufo di Asti diventa nazionale
24 Settembre 2020 ore 11:21

La Fiera del Tartufo di Asti è diventata nazionale. L’Amministrazione Regionale ha attribuito la qualifica di “nazionale” e la classificazione di “mostra mercato” alla fiera del tartufo in programma a novembre 2021 ad Asti. L’Amministrazione Comunale aveva, infatti, inviato la relativa richiesta lo scorso anno, al termine dell’edizione 2019, rendicontando l’operato degli ultimi due anni di attività ed iniziando così un percorso di collaborazione e di programmazione con il territorio albese e con i comuni del Monferrato, che già organizzavano fiere del tartufo di alto livello.

La Fiera del Tartufo, per saperne di più…

Il tartufo conferisce quel sapore inconfondibile alle pietanze più prelibate. Si chiama fungo ipogeo e da sempre stuzzica il palato dei buongustai. Il tartufo vive in terreni particolari, in simbiosi con querce, pioppi, salici e tigli. La scheda tecnica è precisa e dettagliata: ne esistono di diverse specie, ma il tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico), con il suo ineguagliabile profumo intenso e gradevole è indubbiamente il tartufo per eccellenza. A differenza di quello nero, non deve mai essere cotto altrimenti perde quasi tutto il suo aroma. Per consumarlo in modo da poterlo apprezzare occorre tagliarlo in sottili lamelle (con l’apposito attrezzo) al momento di servirlo. Il suo gusto unico si esalta soprattutto con i cibi non troppo complessi e dai sapori non preponderanti. Per esempio è ottimo con i formaggi, le uova (al tegamino, in frittata, strapazzate), la fonduta, risotto alla parmigiana, i tajarin al burro.

Come si conserva?

I tartufi freschi si conservano circa una settimana in frigorifero. Occorre però rispettare alcuni semplici accorgimenti per mantenerne inalterato il gusto. L’ideale sarebbe sistemarli in vasetti di vetro a chiusura ermetica dopo averli avvolti uno per uno in carta assorbente da cucina o in pezzetti di tela (mai stagnola o pellicola) che dovranno essere sostituiti quotidianamente. Sempre avvolti, i tartufi possono essere immersi nel riso che ne acquisirà il profumo rendendo più gustoso il risotto. In questo caso occorre tenere presente che a fronte di un risotto sublime, si perderà il tartufo, che non avrà più l’aroma che lo distingue. Attenzione al tatto; quando i tartufi accennano a perdere consistenza, ammorbidendosi, vanno utilizzati subito. Peccato mortale congelarli e altrettanto mortale è procedere all’essiccazione.

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