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Tirano

Addio a don Paolo, dura lettera contro il vescovo

Il gruppo di fedeli: "Fate calare dall’alto la mannaia di decisioni inappellabili, sradicate amati parroci dalle loro comunità".

Addio a don Paolo, dura lettera contro il vescovo
Attualità Tiranese, 19 Aprile 2022 ore 06:00

Lettera al vescovo di un gruppo di fedeli di Tirano contro il trasferimento di don Paolo Busato. "Vostra Eccellenza Reverendissima, la notizia del trasferimento di don Paolo Busato presso la parrocchia di Tavernerio ha suscitato in tutta la comunità di Tirano un sentimento di profonda amarezza e sconforto. Lungi da noi l’intenzione di ingerirci nelle dinamiche pastorali della Diocesi, ma ci permettiamo di ricordarle che si è chiusa da poco la fase diocesana del Sinodo Universale definita testualmente una “consultazione del popolo di Dio”, così come indicato dalla costituzione apostolica Episcopalis communio di papa Francesco, pubblicata il 15 settembre 2018. Si tratta, della fase di ascolto “dal basso” della gente, cara al Pontefice, ed è la principale novità introdotta dalla riforma del Sinodo. Ebbene, Eccellenza, dov’è questa fase di ascolto della gente, dei fedeli di una comunità? Perché non siamo stati interpellati come comunità sul provvedimento di trasferimento di don Paolo? Siamo sconcertati e addolorati, Eccellenza, dinanzi al reiterarsi di queste brutali pratiche di gestione verticistica delle comunità parrocchiali locali. Fate calare dall’alto la mannaia di decisioni inappellabili, sradicate validi e amati parroci dalle loro comunità ignorando completamente le conseguenze, non solo pastorali e spirituali ma altresì economiche e sociali, annichilite in un soffio progettualità educative, pastorali e sociali. Qual è la finalità che perseguite? Non vi rendete conto che così facendo fate appassire la vocazione, ingenerando nei fedeli l’amara consapevolezza dell’abissale distanza tra il Vangelo e la Chiesa?".

Critiche

Non solo. "Carenza di vocazioni, piramidi demografiche invertite, con molti anziani nel vertice e pochi giovani alla base, nonché molte uscite dalla vita sacerdotale e religiosa, una situazione di assoluta emergenza e voi che fate? Invece di stare vicino ai vostri parroci li lasciate soli ad affrontare le crisi e le difficoltà che attanagliano la nostra società e proprio nel momento in cui riescono a coagulare intorno a sè un senso di comunità, consenso e vicinanza ai fedeli ecco che li fate girare come trottole. Le rammentiamo a tal proposito Eccellenza che in una comunità parrocchiale importante come quella di Tirano, nel corso di sedici anni si sono avvicendati quattro parroci. Accoglieremo il nuovo parroco senza pregiudizi, lo aiuteremo nella sua missione ma sappia Eccellenza, che la ferita che lei ha inferto alla nostra comunità parrocchiale non si rimarginerà tanto presto. Con ossequio porgiamo i nostri rispettosi saluti".

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