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Barfì&Friends rievoca l’epopea dei migranti

A tre anni dalla sua ultima apparizione la compagnia è tornata in scena con il nuovo spettacolo ispirato alla storia di Lazzaro Cici Bonazzi.

Barfì&Friends rievoca l’epopea dei migranti
Attualità Tiranese, 28 Novembre 2022 ore 06:00

L’omaggio ad un suo concittadino illustre, che, pur se emigrato lontano, non smarrì mai il legame con la sua terra di origine, ma altresì il racconto di una vicenda collettiva, quella dell’emigrazione verso terre lontane, che un secolo fa coinvolse migliaia di tiranesi, accomunati dalla ricerca di una condizione migliore di quella che la vita grama nelle valli alpine poteva offrire loro. A quasi tre anni dalla sua ultima apparizione in pubblico, la Barfì&Friends è tornata in scena con il suo nuovo spettacolo, "L’ultima fadiga", ispirato alla storia di Lazzaro Cici Bonazzi, classe 1931, nel 1953 partito per l’Australia, dove visse fino alla morte, avvenuta a Canberra nel 2017.

Una vita di lavoro, di soddisfazioni, di impegno per la conservazione e la divulgazione di quel patrimonio di lingua e usanze, che lo tenne sempre stretto alla sua Valtellina. "L’ultima fadiga", richiamata nel titolo, fu proprio la sua opera più importante, la realizzazione del lessico italiano-tiranese, corredata di un cd rom, nel quale registrò, con inflessione intatta, la corretta pronuncia delle parole in dialetto.

Spettacolo

Lo spettacolo, andato in scena due giovedì al Teatro Mignon (sarà replicato anche giovedì prossimo 1 dicembre), ha sorpreso e commosso la folta platea, richiamata come sempre dalla curiosità di scoprire il nuovo lavoro della Barfì&Friends. E le sorprese piacevoli, anche se si trattava della riproposizione di un vecchio lavoro, rivisto e aggiornato con la sensibilità e la consapevolezza di oggi, non sono mancate. Un atto unico, preceduto dalla proiezione di un cortometraggio, di grande intensità ed emozione. Un’opera collettiva, nella quale gli interpreti, come sempre ben affiatati, si alternano sul palco con tempi e movenze perfette, abiti d’epoca curati, scenografie essenziali e una gestualità, scandita da un corredo calzante di musiche, che trasmette la gioia, la fatica, la nostalgia, la speranza. Il cast collaudato della Barfì&Friends, arricchito da qualche nuovo sapiente innesto, prende per mano il pubblico in un toccante viaggio della memoria e dei sentimenti. E alla fine in sala non si contano gli occhi lucidi di emozione. Inutile menzionare nomi, sarebbe tradire quello spirito collettivo, quel lavoro d’insieme, quel desiderio di essere comunità anche dal palcoscenico, che ha sempre animato gli spettacoli della compagnia teatrale di Baruffini.

Schiano

"Nel 2020 avemmo voluto festeggiare il ventennio del nostro sodalizio - spiega l’autore e regista Fulvio Schiano - riproponendo la pièce che 20 anni prima aveva ottenuto così grande successo. Ma il covid ce l’ha impedito. Così lo abbiamo riproposto quest’anno". La storia di Bonazzi diventa l’occasione per rendere omaggio, scrive Schiano nella piccola brochure distribuita al pubblico, "ai tanti migranti che seppero affermarsi ma anche a tutti coloro che semplicemente lottarono per inventarsi un futuro, sia perché stanchi di lottare in una terra troppo povera per sfamarli sia perché spinti da quella voglia del nuovo che è il motore di ogni spirito libero".

Ripartire dopo 3 anni per la Barfì&Friends non è stato facile, ma il lavoro di gruppo, la passione di tutti, l’esperienza dei veterani, l’entusiasmo dei nuovi, ancora una volta hanno pagato. E il pubblico l’ha apprezzato tributando a fine serate tanti applausi e apprezzamenti. Lo spettacolo vuole essere parte di un progetto culturale più ampio, che l’associazione Borgo Baruffini intende promuovere, ovvero riallacciare una relazione con i tiranesi nel mondo e i loro discendenti, invitandoli, perché no, a riscoprire la terra delle loro origini di cui gli hanno raccontato padri e nonni. "Un progetto - spiega ancora Schiano - che tende la mano ai nostri compaesani residenti all’estero per rinvigorire quelle radici che non si sono mai recise, ma che trovano nutrimento nella memoria collettiva". Plauso all’iniziativa della Barfì&Friends è giunto anche dal sindaco di Tirano, Franco Spada, intervenuto alla prima.

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