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"Basta piangere i morti dopo: la tangenziale non sarà sicura"

Lucia Codurelli durissima su un "progetto che viola le norme esistenti con l’occupazione delle zone di esondazione Pai"

"Basta piangere i morti dopo: la tangenziale non sarà sicura"
Attualità Tiranese, 27 Settembre 2022 ore 06:30

Non si placano le proteste, nemmeno dopo la pomposa inaugurazione dei lavori, sulla tangenziale di Tirano. E stavolta è l’ex parlamentare Lucia Codurelli a parlarcene. "A fronte di oltre 130 eventi estremi legati al clima che dall’inizio dell’anno, si tratta del numero di eventi più alto della media annua dell’ultimo decennio, hanno investito il nostro Paese, sentir ancora parlare di eventi imprevedibili non è più accettabile. Occorre dire basta a interventi che disattendono a norme e piani approvati dai Comuni. La tangenziale di Tirano non risponde a tali requisiti. L’impatto del cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti, almeno così dovrebbe essere, ed è sempre più preoccupante: dall’emergenza caldo agli acquazzoni intensi, e poi grandinate, trombe d’aria e alluvioni. A lanciare l’allarme è la Società italiana di medicina ambientale, commentando l’ultima alluvione che ha colpito le Marche con 11 morti e ancora due dispersi, per non dimenticare la recente tragedia della Marmolada con 7 morti. Basta piangere dopo! Occorre pensarci prima!".

Tracciato

Purtroppo non è così: "assistiamo a un tracciato della tangenziale di Tirano che viola le norme esistenti approvate dai Comuni attraverso l’occupazione delle zone di esondazione Pai come da più denunce puntuali fatte dal geometra Spavetti senza risposte. Con rilevato stradale per variante statale 38, tra Stazzona/San Bernardo e Ganda, senza relazione idraulica con simulazione variazione zone di esondazione, con piena 1987 definita in progetto imprevedibile, siamo in presenza di inammissibile pressapochismo progettuale che può mettere a rischio la sponda destra". Il progetto esecutivo afferma: "Tale analisi volutamente non tiene in considerazione di possibili eventi catastrofici come l’alluvione avvenuta in Valtellina nel 1987 in quanto per eventi di tale portata, totalmente imprevedibili, le problematiche sarebbero di scala molto maggiore e diverse dal solo trasporto solido di fondo in alveo".

Clima

Alla luce dei cambiamenti climatici, e ciò che è avvenuto anche pochi giorni fa, appunto nelle Marche, "sono inaccettabili le passerelle di campagna elettorale in totale disprezzo sulla sicurezza ambientale e delle norme di legge approvate e non rispettate. Si occupa, violando le norme Pai, la fascia A, incentivando il rischio esondazione in area già a rischio, e alle istituzioni va bene? Secondo i progettisti della tangenziale di Tirano, l’evento alluvionale del 1987 è un evento eccezionale, che pertanto si può non considerare e si possono ridurre le aree di espansione delle piene. Ma i rapporti pubblicati rispetto all’intensità di questi anni non contano nulla? Non è più possibile continuare ad ignorare quando già nel 2000 1100 Comuni erano stati definiti “a rischio idrogeologico molto elevato” e nella nostra Provincia, dati Ispra, se si guarda all’indicatore dei Comuni con aree a pericolosità frana elevata o molto elevata e/o pericolosità idraulica media si arriva a 77, cioè il cento per cento del territorio provinciale".

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