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Decreto Sostegni non basta: una delegazione valtellinese alla manifestazione in programma a Torino

Appuntamento per sabato 26 giugno 2021.

Decreto Sostegni non basta: una delegazione valtellinese alla manifestazione in programma a Torino
Attualità 23 Giugno 2021 ore 08:33

«Il Decreto Sostegni non basta: servono la proroga del blocco dei licenziamenti e politiche industriali in grado di valorizzare il Piano nazionale di ripresa e resilienza».

Ecco il punto di vista di Cgil, Cisl e Uil della provincia di Sondrio, che prendono parte al percorso di mobilitazione nazionale iniziato circa un mese fa e sabato 26 giugno parteciperanno alla manifestazione organizzata a Torino con una delegazione di cinquanta persone.

Preoccupa la ripresa economica

«Il nostro Paese sta vivendo una delicata fase di transizione, che riguarda anche la nostra provincia – sottolineano i segretari generali Guglielmo Zamboni (Cgil), Davide Fumagalli (Cisl) e Vittorio Giumelli (Uil) -. La crisi pandemica ha arrestato in parte la sua corsa, grazie anche alla campagna vaccinale in atto. Ma mentre dalla lotta al virus arrivano notizie incoraggianti continua a preoccuparci la ripresa economica, che deve essere il faro per la massima coesione sociale, in grado di creare lavoro stabile e sicuro, a partire dai giovani e dalle donne, che hanno pagato un prezzo altissimo anche in Valtellina e Valchiavenna».

Il Decreto Sostegni non basta

Le criticità non mancano. Basti pensare alla mancata attivazione di migliaia di posti di lavoro, alle difficoltà che riguardano il settore del turismo in vista della stagione estiva e ai timori relativi alla possibile riduzione dell’occupazione nell’industria.

Il Decreto Sostegni non basta.

«Non dimentichiamo che prevede la fine del blocco generalizzato dei licenziamenti dal primo luglio 2021. Rileviamo inoltre l’assenza di adeguate politiche industriali capaci di valorizzare a pieno gli investimenti e i contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza».

Condivisione

I sindacati non sono soli su questo fronte.

«Durante questi lunghi mesi di pandemia – sottolineano i segretari delle tre confederazioni – abbiamo sempre avanzato proposte e chiesto con tenacia la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati. Tali azioni hanno trovato forte condivisione anche nella Conferenza Episcopale Italiana».

Ribadire con fermezza

La mobilitazione avviata nelle scorse settimane sulla grave emergenza della sicurezza nei luoghi di lavoro, proseguita con presidi a Sondrio, Milano e Roma, ha prodotto solo risultati parziali.

«Per queste ragioni la nostra azione deve proseguire in modo articolato, su base categoriale e territoriale, con assemblee nei luoghi di lavoro, attivi unitari, incontri con i gruppi parlamentari e i partiti e con il coinvolgimento di tutte le aree sociali sensibili alle nostre istanze».

Per le tre confederazioni l’obiettivo primario è conquistare la proroga della moratoria sui licenziamenti almeno fino al 31 ottobre, una riforma degli ammortizzatori sociali e nuove politiche attive per il lavoro.

«È necessario ribadire con fermezza i contenuti della piattaforma unitaria su lavoro, occupazione, coesione, sviluppo, fisco, pensioni, non autosufficienza, rinnovo dei contratti pubblici e privati, riforma pubblica amministrazione e scuola, della cultura e del turismo - aggiungono Zamboni, Fumagalli e Giumelli -. È fondamentale, inoltre, che ci sia da parte delle istituzioni la volontà di attuare un piano serio ed efficace che sia in grado di utilizzare le risorse del Pnrr al fine di creare una stabile connessione tra investimenti e occupazione, coinvolgendo in maniera significativa con una governance partecipata e preventiva le parti sociali».

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