Attualità
Livigno

Fabbricati rurali a rischio

Santo Spavetti ha scritto una lettera al sindaco invitandolo a togliere l’Imu.

Fabbricati rurali a rischio
Attualità Alta Valle, 07 Novembre 2022 ore 06:30

Il tecnico Santo Spavetti ha inviato una lettera al sindaco di Livigno per sottoporgli il problema dei fabbricati storici rurali. Del problema si è recentemente interessato anche il gruppo Ruralpini Resistenza Rurale. "Passando da Livigno si notano bellissimi fabbricati agricoli storici in larice a block-bau, che andrebbero valorizzati e conservati, potrebbero essere un museo diffuso, che valorizzerebbe la località. Devo però farle notare che il suo Comune invece di valorizzare questo patrimonio storico/architettonico, si sta rendendo responsabile della trasformazione in ruderi relativamente ad alcuni di questi immobili che invece andrebbero adeguatamente tutelati come peraltro prevede la vigente Legge 24/12/2003 n° 378. Come mai molti fabbricati storici di pregio, in tronchi di larice di Livigno/Trepalle sono lasciati marcire mentre con poca spesa potrebbero essere coperti con nuova copertura e salvati? Perchè il Comune o la Provincia non danno un contributo per la copertura di questo patrimonio?". E ancora: "Come mai si lasciano degradare fabbricati storici da preservare? Il Comune turistico di Livigno che necessità ha di far pagare l’Imu ai fabbricati rurali alpini, causandone la rovina e il degrado del paesaggio, per racimolare spiccioli quando già introita somme enormi vista la massiccia presenza di seconde case?".

La richiesta e le soluzioni

Ancora: "Signor sindaco, le chiedo cortesemente, al fine di salvaguardare i fabbricati tipici e il paesaggio, di deliberare, se la legge lo consente, l’equiparazione dei fabbricati rurali alpini agricoli a quelli strumentali e detassare tutti i rurali ancora agricoli, in modo da evitare che fabbricati storici centenari in larice, diventino macerie degradanti per il paesaggio. Nel caso la legge impedisca l’equiparazione, le segnalo che il Comune può ridurre, su tali immobili, l’aliquota base dello 0,3, portandola allo 0,46, come fatto dal Comune di Edolo, tale imposta sarebbe da restituire ai proprietari per opere di manutenzione e conservazione del paesaggio". E infine: "Anche nelle stupende valli laterali ci sono parecchi fabbricati con copertura fatiscente, che miei amici di Livigno mi hanno riferito non vengono riparati, per non pagare l’Imu e perchè il Comune imporrebbe l’uso delle scandole in legno, molto costose, ottenendone di fatto il crollo e la distruzione degli storici fabbricati, dal momento che è meglio ricoprirli con materiali più economici (anche lamiere come in Val Zebrù) che distruggerli. Si auspica che il Comune riveda le norme inappropriate; se stanno così le cose di fatto causa danno ambientale paesaggistico, reato penale sanzionabile ai sensi della Legge 1497/39. La differenza di costo tra le scandole e una copertura in tegole o lamiere la finanzi il Comune, detassando tutti i fabbricati storici dall’Imu ed erogando un contributo per il mantenimento del paesaggio, in modo da non incentivare il degrado del paesaggio. L’ente pubblico, che dovrebbe tutelare il paesaggio, è la causa del suo degrado? E pensare che alcuni sono anche nel Parco dello Stelvio...".

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