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Il libro di Giorgio Rocca, la storia del bambino sovrappeso che è diventato un campione di sci

Con Thomas Ruperto ha raccontano in un volume la sua vita e la sua carriera sciistica.

Il libro di Giorgio Rocca, la storia del bambino sovrappeso che è diventato un campione di sci
Attualità Alta Valle, 26 Ottobre 2021 ore 06:00

Giorgio Rocca, classe 1975, e l’amico scrittore di Livigno Thomas Ruperto raccontano in un volume la storia della vita e della carriera sciistica dal 1998, per quattordici anni, del campione 11 volte vincitore in Coppa del Mondo di slalom, un oro in specialità, tre medaglie di bronzo ai Mondiali, oggi sesto sciatore italiano maschio vincente della storia. Hoepli edita così "Slalom. Vittorie e sconfitte tra le curve della mia vita", dedicato ai genitori, Gianna e Carlo. Rocca, livignasco doc, parla del suo amore smisurato per lo sci, la montagna, fatto di passione, tenacia, determinazione, voglia di arrivare, sognare di diventare un campione di sci anche se non si ha talento innato, si è un bambino in sovrappeso. Non solo una biografia sportiva, e ce ne sono poche in libreria; finalmente Rocca ha trovato la persona giusta; il modello è la biografia ‘Open’ di Agassi.

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Così Ruperto. "Una grande occasione, lo sport ha sempre alti valori; ne parlammo alla vigilia di Natale del 2019; siamo stati amici di infanzia, compagni di scuola alle medie, spesso a casa l’uno dell’altro. Ho conosciuto bene l’ambiente in cui ha vissuto perché era ed è il mio, un paese semplice di montagna, tra giochi nel doposcuola; questo l’ha convinto ad affidarmi il progetto". Così Rocca. "Se uno vuole può; bisogna metterci passione e cuore per raggiungere i propri obiettivi nonostante le difficoltà; ci vuole cura dei dettagli; gli infortuni mi hanno rallentato nella mia esplosione". Il libro, un narrato, è scritto per la maggior parte in prima persona; autoironico, sincero, in bilico tra azione ed emozione, gioia e delusione, come il ginocchio fratturato agli esordi di Coppa del Mondo. E’ una sorta di flashback continuo, affiancato da una parte al presente, la sua vita di imprenditore e maestro di sci. Storia a parte, le Olimpiadi di Torino, fil rouge del libro, capitolo scritto in seconda persona e in corsivo: come se oggi Giorgio vedesse il se stesso di allora, e il lettore si mettesse nei panni del campione che doveva vincere per forza, ma cadde dopo 30 secondi, con il miglior tempo in assoluto, stava facendo la gara della sua vita, un destino che lo perseguiterà. "Le sconfitte fanno parte della vita, sono improvvise, ti formano, ma a volte, col tempo, ti danno più valori di una vittoria".

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