Condizioni estreme

Il maltempo non lascia la provincia di Sondrio, l’agricoltura è in allerta

L’alternarsi tra caldo estremo e violenti temporali conferma una tropicalizzazione del clima ormai in atto. “Grandine, fulmini e smottamenti i nemici più temuti”.

Il maltempo non lascia la provincia  di Sondrio, l’agricoltura è in allerta
Attualità 14 Luglio 2021 ore 19:34

Con la grandine che è tornata a flagellare la provincia di Sondrio, cresce la preoccupazione degli agricoltori per l’andamento di una stagione estiva che vede un pericoloso alternarsi tra caldo estremo e violenti temporali con un clima tropicale che in Italia ha provocato dall’inizio dell’estate più di 17 bufere al giorno tra bombe d’acqua, raffiche di vento, trombe, d’aria, tempeste di fulmini e violente grandinate. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (ESWD) in riferimento all’allerta della Protezione civile al nord per il maltempo, che anche oggi vede flagellare ampie zone della Lombardia. Un’Italia divisa in due, con centro e meridione ove il caldo favorisce il divampare degli incendi.

Condizioni estreme

 

Forte acqua e grandine – sottolinea Coldiretti – si sono abbattuti ieri anche in provincia di Sondrio interessando in particolar modo la Valchiavenna, ma spingendosi nuovamente anche in Valtellina, dove già la scorsa settimana i chicchi di grandine avevano flagellato colture e sorpreso gli allevatori in quota con le loro mandrie, da tempo caricate sui pascoli montani.

Siamo di fronte in Italia – continua Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. La grandine è l’evento più pericoloso per le campagne perché distrugge in pochi minuti il lavoro di un intero anno provocando danni irreversibili: ma anche i fulmini sono molto pericolosi (specie in montagna nel pieno della stagione d’alpeggio, dove sono un pericolo per allevatori e mandrie) senza contare i rischi di frane e smottamenti provocati dalle violente bombe d’acqua sempre più frequentemente colpiscono il territorio.

Preoccupante

Davvero un quadro preoccupante per l’agricoltura che interessa l’intero Paese, dove una temperatura superiore di 2,18 gradi alla media storica classifica l’estate 2021 come la quarta più calda in Italia da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1800, secondo l’elaborazione Coldiretti su dati Isac Cnr relativi al mese di giugno 2021. La tendenza all’ innalzamento della colonnina di mercurio ormai strutturale in Italia dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine – precisa Coldiretti – anche il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003.

L’effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni a ha fatto perdere – conclude Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

 

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