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L'Abbondino d'Oro consegnato alla memoria di don Roberto Malgesini

Alla cerimonia è intervenuto il Cardinale Oscar Cantoni.

L'Abbondino d'Oro consegnato alla memoria di don Roberto Malgesini
Attualità Bassa Valle, 22 Gennaio 2023 ore 16:09

L'abbondino d'oro è stato consegnato alla memoria di don Roberto Malgesini, il parroco valtellinese assassinato a Como nel settembre 2020.

Il cardinale Cantoni: "Si è donato fino alla fine"

La Commissione per le Civiche Benemerenze del Comune di Como, nella seduta del 20 ottobre 2022, aveva condiviso unanimemente l’assegnazione dell'onorificenza per don Roberto.

Come riportano i colleghi di PrimaComo.it, la cerimonia di consegna è andata in scena sabato 21 gennaio 2022 e per l'occasione è intervenuto il cardinale Oscar Cantoni.

"Chi a Como non conosce don Roberto? Chi non ne ha mai sentito parlare? Non alludo ai credenti o ai soli praticanti, ma a tutti i cittadini di Como, proprio tutti", ha esordito.

"Quante persone ho incontrato in Italia che mi hanno chiesto se venissi da quella città in cui è stato ammazzato quel prete... Si, don Roberto! Quanto più passa il tempo, tanto più si mantiene e si sviluppa il suo ricordo e la devozione alla sua persona, la stima per la sua opera. È un prete stimato e tanto amato da tutti, anche se con motivazioni diverse. Penso perciò che l'Abbondino d'oro sia frutto di una scelta che nasce "dal basso”, da una storia ampiamente condivisa, da coloro che hanno collaborato con lui, ma soprattutto dalla gente comune, che ricorda don Roberto, lo apprezza, lo ammira e lo Invoca.

Certo che don Roberto è stato una pietra di inciampo, non nascondiamolo! Disturbava, anzi inquietava. A livello ecclesiale, innanzitutto, e a livello della società, per come si poneva, per quello che offriva, per il modo con cui sapeva entrare simpaticamente in relazione con le persone. Sempre, certo, con grande rispetto, con uno sguardo di mitezza, gioioso, e perfino con un pizzico di umorismo! Non si perdeva d'animo, né era facile allo scoraggiamento.

E nemmeno desisteva se trovava ostacoli: da buon valtellinese, testa dura! Dove c'era gente che poteva aver bisogno di lui, lì accorreva.  Si direbbe che fosse attratto dai più malcapitati.

E ad essi accorreva, portando non solo caffè e brioche, ma anche una tenera amicizia, quella sola capace di alleviare la solitudine o il senso di fallimento in chi nella vita ha perso tutto, soprattutto la dignità. Nella vita ho avuto modo di incontrare vari “matti”, con stili differenti, ma tutti strani.

Nello stesso tempo, ho avuto la fortuna di incontrare però anche dei “folli”. C'è una grossa differenza tra i matti e i folli!

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