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Pericolo frane sulla nuova tangenziale di Tirano?

Il percorso transita in conoidi considerati a rischio; tra Ganda e Dosso in zona ad alta probabilità di caduta massi.

Pericolo frane sulla nuova tangenziale di Tirano?
Attualità Tiranese, 25 Gennaio 2022 ore 06:00

Un altro nodo della ormai costruenda tangenziale di Tirano potrebbe essere il pericolo relativo a frane o caduta massi. Un nuovo post del tecnico Santo Spavetti è stato pubblicato sulla pagina del Paesaggio camuno e valtellinese da preservare in settimana. E come sempre ha fatto parecchio discutere.

"L’attuale tracciato, illegittimo, in quanto è palese il mancato rispetto delle prescrizioni in Gazzetta Ufficiale (mancato rispetto motivato con affermazioni senza riscontro oggettivo e fantasiose), il danno erariale in merito alla galleria Dosso, verosimile di 10 milioni di euro, comporta seri rischi per la circolazione, come illustrato nella relazione che ho inviato ad Anas Roma (vedasi la relazione allegata ad articolo su Ruralpini). Un tracciato che occupa la fascia A del Pai, violando le normative che non ammettono simili occupazioni, essendoci le alternative".

Tracciato

"E’ un tracciato - sempre il geometra Spavetti - in conoidi a rischio colate detritiche-debris flow. Tra Ganda e Dosso in zona ad alto rischio caduta massi, il fronte interessato al pericolo è lungo 500/700 metri e le barriere paramassi sono previste nel progetto esecutivo per la lunghezza di 100 metri, per cui il tracciato sarà a rischio, in quanto le reti di contenimento sono previste per 2000 metri quadrati, quando l’area a rischio distacco/rotolamento è di alcuni ettari.

Poi i massi pericolanti non sono solo quelli visibili, tutta la zona soprastante sotto lo strato di terra contiene massi e con microfrane tutta l’area è pericolosa, inoltre le reti di altezza 3,00 metri possono essere superate dai massi, come a Civo, in una strada importante con velocità 90 km/h, potrebbero colpire un pullman e causare vittime.

Ma in Anas, una volta messo il cartello “caduta massi”, ritengono le tragedie ‘fatalità’ impreviste e si considerano esenti da ogni responsabilità.

I massi cadono anche sulla statale 36, se il pericolo può essere accettabile nelle strade di montagna (dove non è del tutto evitabile), non è accettabile per una strada di categoria C1, al piede della montagna, dove basterebbe spostare il tracciato di alcuni metri per lasciare un vallo protettivo, che eviterebbe il pericolo.

Appare poi indecente e inaccettabile che il tracciato di Pro Iter del 2003, progetto definitivo approvato dal cda di Anas, che prevedeva il vallo protettivo, con tracciato staccato dal piede della montagna, atto a garantire la sicurezza della circolazione dal pericolo di caduta massi, sia stato modificato, addossando il tracciato alla montagna, con alto rischio caduta massi, senza prevedere nemmeno le barriere paramassi su tutta la lunghezza a ridosso della montagna".

Nel frattempo le reti arancioni hanno già colorato la piana agricola di Villa di Tirano, a segnare l’arrivo dell’asfalto.

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