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Valtellina, sempre più giovani in agricoltura: “Qui la montagna traccia identità di futuro”

Incremento di quasi il 3% in 5 anni per le imprese agricole giovani nella nostra regione Marchesini: “Il made in Valtellina protagonista di un nuovo rinascimento tra agricoltura e turismo”.

Valtellina, sempre più giovani in agricoltura:  “Qui la montagna traccia identità di futuro”
Attualità 22 Aprile 2022 ore 15:56

Crescono di quasi il 3% in 5 anni le imprese agricole giovani in Lombardia, per un totale di circa 3.400 aziende, con i titolari under 35 che hanno scelto di investire nella terra dalla coltivazione all’allevamento, dall’agriturismo alle vendite dirette fino all’economia green.

E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Lombardia sui dati registro imprese a fine 2021, diffusa in occasione della consegna degli Oscar Green nazionali della Coldiretti a Roma.

Montagna al centro di un rinascimento tra agricoltura e turismo

In Valtellina e Valchiavenna le prospettive sono ancora più incoraggianti, “con la montagna che può essere al centro di un rinascimento tra agricoltura e turismo, con l’ambiente rurale che viene posto al centro di itinerari ed esperienze – pensiamo, ad esempio, agli alpeggi o alle visite in cantina” sottolinea il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini. “Cibo, vino, formaggi, salumi e quotidianità dell’agricoltura diventano quindi elementi sinergici sia per attrarre i visitatori in valle, sia per accompagnare i giovani in una scelta imprenditoriale che guardi al settore primario come scelta di vita e lavoro. Ancora una volta, va ribadito l’importante banco di prova rappresentato dalle olimpiadi di Milano-Cortina 2026”.

Sempre più interesse

E’ un fatto che vi sia “sempre più interesse da parte dei giovani per il lavoro nelle campagne, dove possono esprimere la propria creatività e portare un contributo al Paese soprattutto in un momento come questo in cui per le speculazioni, gli accaparramenti e i limiti alle esportazioni provocati dalla guerra in Ucraina è importante garantire l’approvvigionamento alimentare dei cittadini”, afferma Marchesini.

“Oltre ai giovani titolari di impresa, nelle nostre campagne ci sono anche molti ragazzi e molte ragazze che ogni giorno lavorano nelle aziende agricole di famiglia affiancando genitori, fratelli e famigliari. Occorre sostenere il loro impegno e la capacità dell’agricoltura italiana di continuare a offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, investendo nella formazione e superando gli ostacoli burocratici”.

Verso la campagna

La pandemia prima e ora la guerra in Ucraina – spiega Coldiretti Sondrio – stanno spingendo uno storico ritorno delle nuove generazioni nelle campagne italiane, dove sono quasi 56mila i giovani che hanno scelto di costruirsi un futuro da imprenditori agricoli investendo nella terra, tanto che nascono in media 18 nuove imprese giovani al giorno secondo l’analisi Coldiretti sulla base del rapporto del Centro Studi Divulga.

under 35

Le imprese guidate da under 35 – sottolinea la Coldiretti - sono aumentate del 2% in Italia negli ultimi cinque anni e hanno una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più. Un vantaggio per il Paese anche grazie alla rivoluzione tecnologica e digitale in atto in Italia con investimenti in droni, gps, robot, software e internet delle cose che – continua Coldiretti Sondrio – valgono già 1,6 miliardi nell’ultimo anno, secondo l’Osservatorio Smart Agrifood.

Sul piano produttivo emerge come a livello nazionale la maggioranza dei giovani imprenditori risulti impegnato nella coltivazione di ortaggi (13% del totale) ma una quota importante risulta anche ricoperta dal settore delle coltivazioni agricole associate all’allevamento di animali (12%) e a seguire il settore vitivinicolo (10,5%).

Le imprese giovani hanno di fatto rivoluzionato il mestiere dell’agricoltore impegnandosi in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Leader in Europa

E’ soprattutto grazie a questa svolta green che l’Italia è diventata leader in Europa per numero di giovani imprese agricole, che sono peraltro anche più brave dei colleghi Ue se si considera che il valore della produzione generato dagli under 35 nostrani è pari a 4.964 euro ad ettaro, oltre il doppio dei giovani agricoltori francesi (2.129 euro/ettaro). Ancor più marcata la differenza con la Spagna (2.008 euro/ettaro). Dietro anche i tedeschi (3.178 euro a ettaro). Nel complesso – continua la Coldiretti provinciale - la produzione standard generata per ettaro coltivato dai giovani in Italia è poco meno del doppio della media europea (2.592 euro a ettaro), secondo gli ultimi dati Eurostat.

Stangata

Un fenomeno che rischia ora di essere messo all’angolo dall’esplosione dei costi alimentata dalla guerra, con un giovane agricoltore su quattro (25%) che nell’ultimo mese ha ridotto la produzione a causa dei rincari energetici aggravati dalla guerra in Ucraina. Nelle campagne italiane – continua la Coldiretti – si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro in media ma con punte oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli.

 

Una stangata aggravata dagli altri costi di produzione – continua la Coldiretti – come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Per non parlare dell’emergenza siccità, che costringe quest’anno ad aumentare il ricorso all’irrigazione con i costi energetici alle stelle.

 

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