Appalto truccato e mazzette, in 9 a processo

Coinvolti 5 valtellinesi e due società di Morbegno

Appalto truccato e mazzette, in 9 a processo
20 Settembre 2017 ore 07:56

Nove persone sono state rinviate a giudizio con l’accusa di aver truccato l’appalto per i lavori di ristrutturazione dell’ospedale di Merate. Alcuni di loro sono valtellinesi.

Appalto truccato: coinvolti 5 valtellinesi

Ieri il giudice per l’udienza preliminare di Lecco ha rinviato a giudizio nove persone e due società che secondo l’accusa avrebbero truccato l’appalto per la sistemazione del tetto dell’ospedale di Merate. Sono accusati di corruzione l’imprenditore valtellinese Giovanni Castelli Di Sannazzaro, il suo braccio destro Patrizio Zoaldi e la segretaria della società che fa capo proprio a Castelli, ovvero Maria Lia Gusmeroli, tutti di Morbegno. Con loro dovranno rispondere delle medesima accusa anche il capocantiere, il geometra di Dubino Marco Fascendini, e Michele Rigat, che all’epoca dei fatti era il responsabile dell’ufficio tecnico dell’ospedale. Nell’inchiesta sono coinvolti anche altri imprenditori. Si tratta del morbegnese Maurizio Quadrio e di Gianguido Marzoli, Claudio Redaelli e Mauro Meraviglia. Nei loro confronti la procura ha ipotizzato l’accusa di turbativa d’asta. Le due imprese coinvolte nella vicenda sono la Castelli Leopoldo Costruzioni Spa e la Sandrini Costruzioni Spa. Entrambe hanno sede a Morbegno.

L’inchiesta partita da Sondrio

L’inchiesta sfociata ieri nel rinvio a giudizio era partita da Sondrio. Inizialmente era stata condotta dal sostituto procuratore Stefano Latorre che si era avvalso delle indagini svolte dagli investigatori della Guardia di Finanza. Poi era stata trasferita a Lecco per competenza territoriale. Secondo la tesi accusatoria, Rigat aveva favorito le imprese valtellinesi nell’aggiudicazione dell’appalto in cambio di denaro. Gli imprenditori accusati di turbativa d’asta, invece, avevano rinunciato a partecipare alla gara per l’appalto alla quale erano stati invitati sempre per favorire le due imprese coinvolte nell’inchiesta.

Gli accusati si sono detti estranei a ogni addebito

Fin dall’inizio dell’inchiesta, scattata nel 2013, gli accusati si sono sempre detti estranei a ogni addebito e pronti a dimostrare la loro innocenza. Il processo scatterà il prossimo 25 gennaio e sarà celebrato a Lecco.

 

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