Cronaca
Fondazione Fonjanini

Caldo e siccità, vigneti in grave sofferenza

Nel complesso le medie sono superiori a quelle delle corrispondenti giornate del 2021, di almeno 3.5-4 °C

Caldo e siccità, vigneti in grave sofferenza
Cronaca 22 Luglio 2022 ore 15:52

La Fondazione Fonjanini ha diramato l'ultimo aggiornamento in materia di stato di salute delle nostre viti. La situazione presenta diverse problematiche legate principalmente al persistere del caldo e la scarsità delle precipitazioni.

Situazione difficile

Come purtroppo evidente in tutte le zone vitate, le condizioni dei vigneti attualmente sono rese molto problematiche dal persistere del caldo e asciutto di questo periodo. - Così si legge nel notiziario diffuso oggi dalla Fondazione - la situazione, che presentava già condizioni pregresse di scarsità di precipitazioni nei mesi scorsi, e temperature di aprile e maggio al di sopra della media (19 °C a maggio contro una media storica di 16 °C, 23 °C a giugno contro i 20 °C), è venuta aggravandosi dopo le ultime precipitazioni del 4-5 luglio (poco più di 20 mm in zona Sondrio, valori più consistenti in bassa valle).

Nei giorni successivi si è avuto un incremento delle temperature, che si stanno mantenendo molto elevate, senza dare segnali di calo. Le temperature massime, salvo qualche giornata isolata, sono sopra i 30 °C ormai dal 10 giugno e negli ultimi giorni hanno raggiunto picchi di 36-37 °C (38.2 °C il 15 luglio). In queste ultime giornate le temperature scendono di poco anche di notte, determinando così una scarsa escursione termica.

Nel complesso le medie sono superiori a quelle delle corrispondenti giornate del 2021, di almeno 3.5-4 °C.

Per quanto riguarda le precipitazioni, al momento a Sondrio la sommatoria da inizio anno è di circa 250 mm (valori superiori si sono registrati in bassa valle), che è circa la metà della pioggia che mediamente si misura nei primi 6 mesi dell’anno (considerando una precipitazione annua per Sondrio nelle annate “normali”, compresa tra 900 e 1000 mm). Il tutto è aggravato da una elevata ventosità, soprattutto sui dossi e nelle zone esposte, che oltre a trasportare masse di aria calda, aggrava ancor più l’evaporazione.

I primi sintomi di sofferenza, di cui da qualche giorno si avevano le prime avvisaglie, soprattutto per l’ingiallimento della vegetazione naturale sulle rocce (robinie, castagni ecc.) si sono via via accentuati negli ultimi 4-5 giorni, e di giorno in giorno si osserva un
aggravarsi della situazione, soprattutto nei terrazzi più esposti e ventosi, e tendenzialmente nelle fasce basse (es. Sassella), dove è sempre più frequente osservare viti ingiallite, caduta
di foglie nella porzione basale, e grappoli che tendono ad avvizzire o comunque a ridursi di dimensioni. Il fenomeno è inoltre più evidente negli impianti che risultano più magri a livello di dotazione dei terreni, dove le piante sono già probabilmente meno dotate di risorse (mancanza di corrette concimazioni). La gestione del terreno con inerbimenti anche
sul sottofila, pur positiva per diversi aspetti, se effettuata senza opportune lavorazioni
determina una maggiore competizione idrica accentuando ancor più i fenomeni di stress.

Rimedi

In una situazione di questo tipo, laddove possibile si raccomanda senz’altro di intervenire con delle irrigazioni (anche per poche ore), prima che le piante inizino a mostrare uno stress irreversibile. Dove gli ingiallimenti sono accentuati e le piante sono sofferenti, si è ormai arrivati ad una situazione irreparabile anche con il ricorso all’irrigazione. Questa è però indispensabile sui giovani impianti, senza di essa le piantine muoiono facilmente.

Per l’inizio-metà della prossima settimana sono comunque previste precipitazioni; pur non potendo prevederne l’entità, sarebbero sicuramente di importanza vitale; per cui ci auguriamo un apporto di almeno 20-30 mm.

Si raccomanda in questa fase, di non effettuare assolutamente operazioni quali sfogliature, cimature ecc. perché aggravano le scottature e lo stress a carico dei grappoli.

Situazione malattie

Complice l’andamento meteo sopra descritto, la situazione fitosanitaria è positiva; in quest’ultimo periodo il rischio di infezioni peronosporiche è nullo, e anche per quanto riguarda l’oidio, a meno di situazioni particolari in cui le infezioni non erano ben controllate, non si osservano attacchi consistenti.

L’andamento meteo è tuttavia favorevole all’oidio, pertanto si raccomanda la dovuta attenzione. In queste condizioni si possono allungare le tempistiche di intervento e arrivare tranquillamente a 18-20 giorni, sempre con un occhio di riguardo alle singole condizioni e soprattutto alla elevata predisposizione all’oidio.

In questa fase è molto facile confondere i sintomi di scottatura su grappolo con peronospora larvata. Alcune foto possono essere più eloquenti di molte parole: come si vede, i grappoli colpiti da peronospora presentano colorazione dapprima grigia, poi nero violacea, con ampie porzioni di grappolo che disseccano e cadono. Normalmente si osservano prima anche attacchi sulle foglie.

Le scottature iniziano con delle lievi porzioni infossate sugli acini, i quali poi imbruniscono ed avvizziscono. Possono seccare anche i racimoli e porzioni di rachide, ma normalmente gli acini collassati sono sempre marroncini, prima di diventare bruni per il disseccamento.

Inoltre almeno in quest’ultimo periodo, non ci sono assolutamente condizioni favorevoli alla peronospora.

Ciò non toglie che a livello sporadico, in vigenti trattati tardi la prima volta, o dove non siedono curate le bagnature, o in condizioni di fondali predisponenti o zone comunque con ristagli di umidità, rugiada ecc., nel corso della primavera ci siano state situazioni favorevoli alla peronospora; l’andamento caldo asciutto ha scongiurato l’aggravarsi della situazione, ma a livello localizzato qualche attacco di peronospora si è osservato.

In questo periodo si consigliano comunque prodotti come Ampexio, Presidum one, Electis R, Forum R 3B, Mildicut con aggiunta di rame ecc. Inutile e forse controproducente usare prodotti con elevato apporto di rame, vista la situazione di vegetazione già sofferente. Per l’oidio utilizzare Vivando, Kusabi o Flint con aggiunta di 300-350 g/hl di zolfo bagnabile o uno dei formulati liquidi (Whisper, Tiolene, Thiopron, Heliosoufre ecc.).

I controlli effettuati in questi giorni sulla presenza dello Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza dorata, tra Sassella e Inferno, areali sottoposti a confusione per la tignoletta, hanno evidenziato una presenza numerica dell’insetto molto limitata. In questi areali sotto denominazione, molto esposti, intensamente vitati, e con scarsa presenza di incolti, l’insetto non trova le condizioni migliori, e anche i trattamenti vengono eseguiti in modo mediamente attento. Una situazione peggiore a livello di catture si evidenzia invece in alcuni areali dove la viticoltura è più marginale, in aree promiscue a vigneto ed altre colture (es.frutteti), o meno esposte e più umide, in cui si sono osservate catture molto elevate dell’insetto vettore. Questo è più evidente laddove ci sono anche vigneti incolti, presenza di ricacci di vite americana da muracche, ecc. che determinano una reinfestazione dei vigneti dalle aree marginali con presenza di vegetazione fuori controlloche può albergare l’insetto vettore.

Ricordiamo l’importanza dei trattamenti insetticidi che devono essere eseguiti da tutti!

Analogo discorso si può fare per la presenza di piante sintomatiche. Raccomandiamo di tenere alta l’attenzione sui sintomi di Flavescenza dorata/Legno nero in vigneto. I
sopralluoghi evidenziano in diverse zone la presenza di piante, per lo più isolate, con
sintomi inequivocabili di giallumi: foglie accartocciate verso il basso, consistenza cartacea e “croccante” al tatto, presenza di arrossamenti/ingiallimenti come nelle foto (su
Nebbiolo potrebbero inizialmente passare inosservati), tralci che non lignificano, grappoli
che seccano.

I proprietari/conduttori sono stati avvisati; le possibilità sono: eliminare subito le piante in oggetto (l’alternativa è che si tratti di Legno nero, ma l’esito per la
pianta è sempre letale), oppure in caso di sintomi dubbi, nastrarle e lasciarle
momentaneamente per valutare meglio i sintomi e segnalarle anche al Servizio
Fitosanitario regionale, che potrà valutare l’opportunità di effettuare ulteriori analisi di
conferma. Piante con sintomi inequivocabili vanno però estirpate senza indugio. Anche
per quanto riguarda la presenza di sintomi, le situazioni più preoccupanti si osservano in areali dove la viticoltura è marginale, dove ci sono incolti ecc., evidenziando una diretta
connessione tra presenza di aree incolte, vigneti abbandonati, (CHE VANNO ESTIRPATI!!), presenza di insetto vettore, reinfestazioni dall’esterno e aumento del rischio di Flavescenza dorata.

Raccomandiamo di tenere gli occhi aperti su questi sintomi e non esitare a contattare i
tecnici di riferimento, la Fondazione Fojanini o il Servizio Fitosanitario Regionale. Come già detto ripetutamente, è indispensabile collaborare per evitare che la problematica si aggravi sul Nebbiolo.

 

 

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