Coronavirus: “Basta polemiche, è il momento della corresponsabilità”

La sollecitazione è quella di stare a casa per sconfiggere questo virus

Coronavirus: “Basta polemiche, è il momento della corresponsabilità”
Bassa Valle, 25 Marzo 2020 ore 15:50

Coronavirus: “Basta polemiche, è il momento della corresponsabilità”

Coronavirus: “Basta polemiche, è il momento della corresponsabilità”

Dopo alcuni giorni dall’ultimo comunicato ufficiale, torna a parlare il sindaco di Cosio Valtellino Alan Vaninetti.

“In giorni come questi, dove si sprecano le parole, trovo corretto ricordarvi l’importanza e il peso delle competenze e dei ruoli istituzionali, in quanto non possiamo che attenerci alle disposizioni espresse dallo Stato, dal Ministero della Salute e da Regione Lombardia che, grazie al fondamentale apporto tecnico/scientifico stanno lavorando per vincere questa battaglia. Trovo pertanto dannoso per la nostra comunità l’atteggiamento di coloro che non comprendono ancora l’importanza delle disposizioni così come trovo inutile e vergognoso il susseguirsi di interpretazioni, commenti e polemiche che tutti noi abbiamo avuto modo di leggere e ascoltare da cittadini e persone non competenti in materia, in quanto alimentano disordine e nervosismo. Sarò pertanto chiaro nel sottolineare che le disposizioni degli organi sopracitati (così come nel limite di competenza quelli comunali), DEVONO essere rispettati e sono gli UNICI a cui attingere nella ricerca di informazioni. Sfruttiamo inoltre la tecnologia per apprendere e conoscere vivendo questo momento come opportunità, evitando al contempo atteggiamenti dannosi in grado di alimentare pettegolezzi e false notizie”.

La situazione e i provvedimenti

“In tutto il mondo i casi di contagio stanno aumentando, come pure stanno crescendo i malati da coronavirus anche nel nostro Comune e nella nostra Provincia. Questo ci deve portare a riflettere e ad agire di conseguenza, ricordando che la regola fondamentale da seguire è: NON SI DEVE USCIRE DI CASA. Purtroppo in questo periodo c’è anche chi deve lavorare, e a loro rivolgo la mia stima e la mia gratitudine perché si trovano in situazioni di maggiore esposizione al rischio di contagio. Di contro invece c’è chi potrebbe stare a casa e invece sceglie di uscire irresponsabilmente per motivi non consentiti. A riguardo ricordo il recente inasprimento delle sanzioni previste (sia economiche che penali) e informo che sul nostro Comune sono già state fatte segnalazioni alla Procura della Repubblica. Piano piano anche i provvedimenti degli organi competenti stanno arrivando a limitare drasticamente le uscite di casa e i contatti con le persone al di fuori del proprio nucleo familiare, scelte che, con nostre ordinanze avevamo già adottato da tempo come la chiusura dei parchi gioco, della ciclabile, dei campi da calcio, dei cimiteri, delle passerelle etc.. Questi provvedimenti non erano altro che misure preventive fatte anche per sensibilizzare la cittadinanza sulla gravità della situazione e che già da allora doveva far riflettere sull’importanza di STARE IN CASA”.

Le limitazioni

“Purtroppo devo constatare che questo messaggio non era e non è ancora chiaro a tutti. Ovviamente ci sentiamo limitati delle nostre libertà individuali e delle nostre abitudini quotidiane:
⁃ non poter andare a fare la spesa fuori paese;
⁃ non poter andare a trovare la morosa in un altro paese;
⁃ non poter fare attività sportiva all’aperto;
⁃ non poter andare in baita a fare legna;
⁃ non poter fare la passeggiata distensiva col cane;
⁃ non poter andare a trovare i genitori anziani perché si ha timore di contagiarli;
⁃ non essere liberi di fare ciò che si vuole e quando si vuole.
Certamente queste limitazioni ci soffocano e ci opprimono, ma meglio soffocare per un po’ la nostra libertà che trovarci a soffocare veramente perché colpiti da questo orribile virus. Questo è al momento l’unico metodo di prevenzione per evitare di mettere in pericolo la nostra vita oltre a quella dei nostri cari, dei nostri famigliari, dei nostri amici, dei nostri colleghi e dei nostri compaesani.
Adesso è il tempo della CORRESPONSABILITÀ. Ognuno deve fare la sua parte e STARE A CASA”.

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