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Villa di Tirano

"Così regaliamo il Paese a mafia e cinesi"

Sfogo del barista Re Delle Gandine. E’ chiuso a singhiozzo da ormai un anno e ha 5 dipendenti in cassa integrazione.

"Così regaliamo il Paese a mafia e cinesi"
Cronaca Tiranese, 02 Febbraio 2021 ore 07:17

La situazione pandemica sta portando tutti a una lenta ma inesorabile esasperazione. Nonostante sia arrivata la zona gialla, la fiducia di operatori turistici, albergatori, gestori di esercizi, ristoratori, commercianti, allenatori sportivi, è al limite.

Un anno di lavoro perso

Abbiamo chiesto le sue impressioni a Gerry Re Delle Gandine, patron de Gli Antenati, uno dei bar di riferimento nel Tiranese, che già ci manifestò il suo sfogo durante il lockdown autunnale. Ha perso quasi un anno di lavoro, con 5 dipendenti in cassa integrazione, e non vede la fine del tunnel.

Covid

"Il problema covid è già di per sé grave, è terribile ma tocca proprio tutti senza distinzione di età e di ceto sociale. Partirei col dire che sindaci, presidenti di Provincia, di Regione fino ad arrivare alla presidenza del Consiglio (per essere sintetico) sono gli amministratori del nostro Paese. La mia opinione è che i bravi amministratori sono quelli che sanno fare i propri interessi ma soprattutto quelli delle persone rappresentate. Siccome stiamo assistendo ogni giorno allo scempio della distribuzione dei soldi pubblici - mi riferisco alle inchieste mascherine, siringhe, eccetera - comprate con i soldi pubblici a 7 volte in più del valore di mercato per distribuire poi provvigioni milionarie a faccendieri amici e amici di amici, direi che partire da qui sarebbe un buon inizio".

Cambiamenti

Per fare questo, "ci vuole gente seria, preparata e onesta disposta a lasciare il proprio tornaconto per il bene comune.

Oggi e ancora di più nel prossimo futuro il nostro Paese si troverà a gestire tanti soldi come non mai fino ad ora.

Non per fare il classico discorso da bar, infatti sono un barista e non un politico, vorrei dire che fino a quando pagheremo molte migliaia di euro al mese e con i soldi pubblici a personaggi come Ciampolillo la vedo molto dura. Purtroppo di questa gente che ‘lavora’ ce n’è davvero tanta.

Se ci mettiamo poi le banche che, in un momento come questo, continuano a essere rigide sui conti correnti e sui fidi (per semplificare chi va in rosso sul conto corrente o fuori fido è segnalato come cattivo pagatore e rischia di non avere più prestiti) credo che, anziché combattere l’usura, consegneremo il Paese alla mafia e ai cinesi".

Crisi

Delle Gandine parla infine del suo caso personale. "Ora, la mia attività, quella di amici, conoscenti o sconosciuti sta attraversando una crisi epocale e quindi mi piacerebbe avere uno Stato forte, un Governo che spende bene i soldi pubblici per aiutare tutti quanti a non chiudere.

Se avranno la volontà e la forza di aiutarci noi li ripagheremo perché tutte e dico tutte le categorie (commercio, industria, cultura, turismo, artigianato, spettacolo eccetera eccetera) sono la spina dorsale di questo paese.

Chiuderei alla maniera del mio intervistatore citando gli ultimi versi della canzone che considero la più bella di tutti i tempi: ‘e un nuovo giorno vedrà l’alba per quelli che resteranno, c’è ancora tempo per cambiare la strada in cui ti trovi, quando tutti sono uno e uno è tutto, per essere roccia e non rotolare’, da Stairway to Heaven dei Led Zeppelin, 1971".

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