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Covid in Valtellina: tredici decessi in due giorni

I ricoverati a Sondalo sono saliti a 194. Stazionaria la situazione a Chiavenna dove i pazienti positivi rimangono 12, gli altri 13 sono risultati negativi

Covid in Valtellina: tredici decessi in due giorni
Cronaca 23 Novembre 2020 ore 17:06

La situazione all’Ospedale Morelli continua a peggiorare: tra sabato e domenica si sono registrati 13 decessi mentre i ricoverati per covid-19 nei reparti dedicati e negli Obi, l’Osservazione breve intensiva, sono saliti a 194. Da sabato scorso anche il presidio di Chiavenna è stato trasformato in ospedale covid-19 con 12 dei 25 pazienti che erano ricoverati per altre patologie nel reparto di Medicina risultati positivi.

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Situazione a Sondalo

Tra i 194 ricoverati ve ne sono 12 curati nella Terapia intensiva del Morelli, al quarto padiglione, dove sono stati riconvertiti per i malati covid-19 anche la Neurochirugia e la Chirurgia generale. In questi reparti vengono accolti i malati in via di guarigione che si stanno riprendendo dopo la fase acuta, mentre quelli che necessitano di cure specifiche o di strumenti che li aiutino nella respirazione si trovano tutti nel primo padiglione. L’organizzazione, già sperimentata con successo durante la prima ondata, consente a medici e infermieri di raggiungere velocemente il quarto padiglione per ricoverare un paziente in Terapia intensiva o per sottoporlo ad esami diagnostici. Attraverso il tunnel posto all’ultimo piano, attualmente interdetto agli utenti dell’ospedale ma riservato al solo personale sanitario, il collegamento è veloce e sicuro. Se i malati fossero in un altro padiglione, più distante dal quarto e senza collegamenti, sarebbe necessario riservare un certo numero di ambulanze per il trasporto dei malati in caso di necessità, con evidenti disagi innanzitutto per loro ma anche per il personale. Con questa organizzazione, invece, ovvero con il primo padiglione interamente riservato ai malati covid-19, è possibile ottimizzare l’attività. Il sesto padiglione, ad esempio, non sarebbe funzionale, poiché troppo distante dal quarto dove sono ubicate la Terapia intensiva, la Radiologia e il Pronto soccorso. Peraltro dei sei piani di cui dispone, soltanto due risultano ristrutturati e agibili, per un totale di 40 posti letto, mentre gli altri necessitano di una completa riqualificazione. Una sistemazione ideale, seppure limitata nei numeri, per i cosiddetti malati paucisintomatici, ovvero con pochi sintomi, che non necessitano più di cure ma soltanto di assistenza, ma non adeguata alle esigenze dei malati gravi e di chi li cura.

13 decessi

Intanto di covid-19, purtroppo, si continua a morire: 13 i decessi registrati tra sabato e domenica, 6 donne e 7 uomini, di cui uno nato negli anni Venti, cinque negli anni Trenta, sei negli anni Quaranta e uno negli anni Cinquanta. Da venerdì scorso ad oggi sono stati ricoverati 70 nuovi pazienti, oltre 400 dal 1° novembre. I decessi di novembre salgono a 59, 77 dall’inizio della seconda ondata, a settembre.

Chiavenna ospedale covid

Oltre il Morelli, l’Azienda si è vista costretta a trasformare in ospedale covid-19 anche il presidio di Chiavenna, dopo che sabato scorso uno dei pazienti ricoverati in Medicina per altre patologie aveva manifestato sintomi ed era stato sottoposto al tampone, risultando positivo. Con lui altri 11 su un totale di 25. La situazione non è cambiata e gli 11 positivi, con pochi sintomi, sono isolati, uno è stato trasferito a Sondalo, mentre gli altri 13 degenti, tutti negativi, sono ospitati in un reparto ubicato su un altro piano. Nel frattempo l’attività del presidio chiavennasco ha subito una completa riorganizzazione, in via provvisoria, dettata dall’emergenza sanitaria e dall’assenza di ben otto infermieri su un totale di 40 e di cinque operatori socio-sanitari su 20, in parte positivi e in parte in isolamento perché entrati in contatto con persone risultate positive. Per il personale al lavoro sono state definite nuove turnazioni per coprire i bisogni e assicurare un alto livello di assistenza ai pazienti ricoverati. Le sale operatorie sono ovviamente chiuse e i ricoveri programmati sospesi, peraltro questi ultimi da settimane, mentre il Pronto soccorso funziona regolarmente. Per gli interventi in emergenza urgenza il presidio di riferimento per l’intera provincia è quello di Sondrio.

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