Villa di Tirano

Sesso, aborto e scelte politiche: i fedeli spiazzati da Don Luigi

Il parroco suggerisce un "esame di coscienza"

Sesso, aborto e scelte politiche: i fedeli spiazzati da Don Luigi
Cronaca Tiranese, 04 Gennaio 2021 ore 07:30

Si sono trovati certo un po’ stupiti i fedeli di Villa di Tirano, quando all’uscita della messa della settimana scorsa dalla parrocchia di San Lorenzo, hanno trovato un lungo scritto firmato da don Luigi Pedroni nel foglio settimanale.

 

Don Luigi suggerisce un “esame di coscienza”

Non tanto per i consueti annunci delle messe relative alla settimana del Natale, quanto per il suggerimento del parroco a effettuare un vero e proprio “esame di coscienza” in vista del periodo delle festività. Uno scritto di certo severo, ma per molti giusto, che ha riportato alle radici, alle fondamenta, del credo cristiano. D’altronde si era capito già al suo arrivo in ottobre che questo parroco era un curato d’altri tempi. E per quella tonaca lunga aveva subito ispirato grande simpatia. Ma ora non sono pochi quelli che si sono trovati un po’ spiazzati. Diciamo che non tutti, leggendo attentamente le domande che il don pone, possono sentirsi completamente a posto con la loro coscienza, anzi, ci azzardiamo a dire senza tema di smentita, quasi nessuno. Vediamo quindi i contenuti più salienti del lungo testo proposto alla comunità.

I quesiti

Prima ci sono i quesiti preliminari. Questi: da quanto tempo non mi confesso? Nelle confessioni passate ho mai nascosto volutamente qualche peccato mortale? Da quanto tempo non ricevo l’Eucaristia? Mi sono accostato alla Comunione avendo sulla coscienza dei peccati mortali senza essermi prima confessato? Ma questa è solo l’introduzione. L’esame è diviso in domande che riguardano ognuna i Dieci Comandamenti. Sul primo (Non avrai altro Dio all’infuori di me) uno dei punti più curiosi è: “Ho partecipato a sedute spiritiche? Sono ricorso a presunti maghi o cartomanti? Credo davvero nell’oroscopo? Sono superstizioso?”. Sul quarto comandamento (Onora il padre e la madre) solo una domanda desta un certo stupore: “Ho votato secondo coscienza, in coerenza con i miei principi cristiani?”. Sul quinto comandamento (Non uccidere) altri quesiti che fanno di certo discutere. “Ho commesso o consigliato l’aborto, delitto gravissimo contro Dio e contro l’uomo? Rispetto la vita con la moderazione nel cibo, nell’alcol e nel fumo? Fuggo la droga? Sono prudente nel guidare l’automobile per non mettere in pericolo me stesso e gli altri? Covo rancori? Mi sono adirato?”.

Il sesso

Sul sesto comandamento (Non commettere atti impuri) una delle fasi più delicate, per tutti. “Mi sono abbandonato alla lussuria, all’autoerotismo, a perversioni sessuali, all’omosessualità, alla pedofilia? Mi sono soffermato volontariamente in pensieri e desideri poco puliti? Ho commesso adulterio? Ho rapporti prematrimoniali? Ho praticato la contraccezione? Ho letto o guardato riviste, libri, spettacoli osceni? Penso o parlo della donna o dell’uomo come solo oggetto di piacere?”. Anche il settimo (Non rubare) racchiude messaggi forti. “Quello che possiedo l’ho guadagnato onestamente? Sono eccessivamente attaccato al denaro? Sono usuraio? Ho preteso regalie, bustarelle, o favori non dovuti? Ho chiesto raccomandazioni per ottenere vantaggi o privilegi?”. E passiamo al nono (Non desiderare la donna/l’uomo d’altri). “Ho custodito il pudore? Ho guardato altre persone con concupiscenza? Con abiti sconvenienti o con il modo di comportarmi ho voluto suscitare in altre persone desideri ed eccitamenti cattivi?”.

Finale

Abbiamo fatto solo un sunto delle domande che certo fanno più discutere, anche perchè alcune contrastano con ciò che la legge permette di fare. Ma, si sa, le regole della Chiesa non sono quelle dello Stato. Certo un esame di coscienza del genere, può avere una doppia reazione nella gente che prova a effettuarlo. La prima è quella di sentirti più o meno a posto, ma occorrerebbe proprio essere quasi dei santi. La seconda, più affine a laici e spiriti liberi, è quella di rispondere alle varie domande con la sola canzone “Il testamento di Tito” di Fabrizio De Andrè. Una cosa è certa, don Luigi Pedroni ha preso in mano la parrocchia di Villa di Tirano con un piglio più forte e decisionista del suo mite e amatissimo predecessore don Remigio Gusmeroli. Ne vedremo delle belle.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Curiosità