Escursione notturna sulle montagne del Triangolo Lariano: che spettacolo FOTO E VIDEO

Una iniziativa che si è ispirata a  M’Illumino di meno, la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 

25 Febbraio 2019 ore 11:53

Escursione notturna sulle montagne del Triangolo Lariano: che spettacolo! Ad effettuarla, nella notte tra sabato e domenica, sono state una quarantina di persone tra guide e aspiranti guide ambientali escursionistiche. Una iniziativa che si è ispirata a  M’Illumino di meno, la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 per chiedere ai propri ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono indispensabili. Un’iniziativa simbolica e concreta che fa del bene al pianeta e ai suoi abitanti.

Escursione notturna sulle montagne

“Prendendo spunto da M’Illumino di meno,  abbiamo svolto attività esperienziali per percepire l’ambiente in assenza di luce. Sulle montagne tra Lecco e Como si è svolta una bellissima escursione notturna accompagnata solo dalle torce frontali” spiega Paola Iotti, Guida Ambientale Escursionistica e Direttore del Corso che si sta svolgendo nel Nord Italia per la nascita di nuove Guide Ambientali Escursionistiche.  “Una grande esperienza servita per insegnare alle future guide ambientali escursionistiche che anche le ore più buie possono regalare un’occasione per vivere la natura e i suoi ritmi, la vita degli animali notturni, i rumori, gli odori della notte e il cielo stellato. Al tempo stesso le future guide sono state messe alla prova sulle accortezze da seguire  in termini di prevenzione del rischio qualora si volessero organizzare eventi di questo tipo o ci si trovi per emergenza a dover passare una notte all’aperto. Ecco lo spegnere le luci non solo educa al risparmio delle risorse della Terra ma ci aiuta a meditare, a sviluppare pensieri e ad amare la Terra. Questo è quello che è accaduto sabato notte sul Triangolo Lariano”.

Come comportarsi in assenza di luce?

“Sabato notte notte abbiamo insegnato alle future Guide Ambientali Escursionistiche come muoversi, comportarsi, cosa fare in caso di una situazione di emergenza improvvisa, in assenza di luce al buio. Un’ attività esperienziale servita ad addestrare le future Guide le quali dovranno sapere cosa fare nel caso in cui ci si dovesse trovare in piena emergenza, al buio, ed essere costrette a trascorrere una notte all’aperto, magari nei boschi. Ieri notte, hanno partecipato all’escursione le aspiranti guide provenienti da varie regioni del Nord Italia  – prosegue Iotti – e che da mesi stanno partecipando al Corso Professionalizzante. Questi allievi hanno già affrontato il corposo modulo di cartografia con relativo esame, comunicazione, leadership, incontro con Rete Radio Montana con cui è in atto una convenzione nazionale per poter operare con maggiore sicurezza sul territorio italiano”.

Il magnifico scenario del Triangolo Lariano

“Ci siamo mossi in parte con piccole torce frontali ed in parte  a lume di candela,  di notte,  nel cuore del Triangolo Lariano, il territorio montuoso compreso tra i due rami del lago di Como, raccontati e descritti da Alessandro Manzoni. Ecco che l’abbassare le luci aiuta ad approfondire pensieri letterari, profondi. Vengono così fuori i sentimenti verso l’ambiente ed il buio riesce a farci vedere la vita anche da una prospettiva diversa – racconta ancora Iotti –  con un ritmo dolce e non frenetico. Aigae, Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, esprime profondo apprezzamento per l’iniziativa di Caterpillar, “M’Illumino di meno” e ben 7 giorni prima ha dato  vita a questa notte senza luci nel cuore del Triangolo Lariano. Lo scenario davvero unico  perché siamo arrivati al rifugio Prim’Alpe gestito da Legambiente dove abbiamo trascorso la notte, a lume di candela.

Il gruppo dei Corni di Canzo è una delle zone del Triangolo Lariano più conosciute per la bellezza dei panorami, per la natura ancora ben conservata e per i numerosi sentieri adatti a soddisfare tutti. Tre cime rocciose dall’aspetto arrotondato disposte da est a ovest, tali da sembrare dei“corni”, ben visibili dalla pianura: il Corno Occidentale (1372 m), il Corno Centrale (1366m) ed il Corno Orientale (1232). Sono i rilievi più elevati della costiera che separa il corso del Lambro dal ramo lecchese del Lario; i primi due delimitano la testata settentrionale della Val Ravella e costituiscono il confine fra il Comune di Canzo e quello di Valbrona, mentre la terza cima, la più bassa, è compresa nel territorio di Valmadrera. L’area dei Corni di Canzo è caratterizzata da rocce sedimentarie carbonatiche formatesi in ambienti lagunari e marini nell’Era Mesozoica (in particolare la Dolomia a Conchodon). Tutta l’area dei Corni di Canzo -Val Ravella è di grande interesse dal punto di vista naturalistico; una parte ricade anche nella Foresta Regionale dei Corni di Canzo, un vasto complesso prevalentemente boschivo, di circa 450 ettari, gestito da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste).

 

 

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