Bormio

La Caritas ha bisogno di nuovi volontari

Un servizio prezioso.

La Caritas ha bisogno di nuovi volontari
Cronaca Alta Valle, 03 Dicembre 2020 ore 06:00

Appello.

La Caritas ha bisogno di nuovi volontari

Il Centro d’ascolto don Serafino Barberi di Bormio, offre aiuto e nel contempo ricerca volontari. Oltre l’ascolto, cuore della relazione d’aiuto, fornisce una prima risposta ai bisogni e alle necessità che altri servizi del territorio non sono in grado di garantire; nato nel 2008 e diretto per molti da don Serafino, soggetto attivo di vicinanza e solidarietà, è lo strumento operativo privilegiato della Caritas, ed è un servizio del vicariato di Bormio, che comprende le Parrocchie di Bormio e le Comunità pastorali di Valfurva, Valdisotto, Valdidentro, Livigno e Trepalle. Il Centro ha sempre la porta aperta, ed in questo periodo particolare della nostra storia, la spalanca, pronto a ricevere anche quella forza lavoro volontaria, quei cuori generosi ed attenti all’ascolto dell’altro, assai necessari. Al Centro d’ascolto di Bormio si possono rivolgere italiani e stranieri, con problemi familiari e o economici, che vivono condizioni di precarietà e di vulnerabilità, anche solo temporanea.

Punto di riferimento

Autentico punto di riferimento per le persone in difficoltà, il Centro si prefigge di educare e aiutare la comunità cristiana in collaborazione con le parrocchie, pronto sempre ad operare in un rete sinergica con i servizi sociali e altre organizzazioni di volontariato presenti sul territorio. Nel concreto, offre sostegno per far fronte a necessità legate alla vita quotidiana: pacchi di viveri, aiuti per il pagamento dell’affitto, di bollette e di servizi essenziali, soprattutto per i bambini. Durante la pandemia, il Centro ha sostenuto molte famiglie in difficoltà economiche a causa della perdita del lavoro, utilizzando le risorse del Fondo di Solidarietà Famiglia e Lavoro 2020 della Diocesi di Como. Al Centro attualmente operano una decina di volontari che, lavorando in equipe, si propongono di far crescere nella comunità, e in loro stessi, uno stile di prossimità attento agli individui, promuovendo il coinvolgimento di un sempre maggior numero di persone, disposte a sentire “nell’altro” un fratello. Così il coordinatore Gianni Confortola: “mai come in questo periodo abbiamo bisogno di altri volontari”.

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