La Polizia Penitenziaria festeggia 200 anni

La direttrice del carcere di Sondrio ha ringraziato gli agenti per la preziosa attività che svolgono

La Polizia Penitenziaria festeggia 200 anni
20 Settembre 2017 ore 12:40

La Polizia Penitenziaria festeggia 200 anni. Il Corpo della provincia di Sondrio ha voluto celebrare l’importante ricorrenza con un incontro ufficiale questa mattina, mercoledì 20 settembre.

La Polizia Penitenziaria festeggia 200 anni

Oggi, mercoledì 20 settembre, la Polizia Penitenziaria ha festeggiato i 200 anni della sua costituzione. Nella sala Vitali di Sondrio si è tenuto un incontro ufficiale alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. L’atto di nascita del Corpo è riconosciuto nelle Regie Patenti promulgate il 18 marzo 1817, da Vittorio Emanuele I di Sardegna che approvarono il “Regolamento relativo alle Famiglie di Giustizia”. La Polizia Penitenziaria svolge compiti specialistici, all’interno degli istituti penitenziari e nei servizi esterni, che ne definiscono l’identità, la missione e l’unicità fra le Istituzioni della Repubblica.

Il discorso del comandante provinciale, Luca Montagna

Il comandante di reparto, vice ispettore Calogero Luca Montagna, ha letto il suo discorso spiegando come è nato il Corpo della Polizia Penitenziaria. In particolare: “Dal ’90 in avanti tanti sono stati i compiti ed i servizi che sono stati affidati al nostro Corpo in aggiunta alla tradizionale attività – ha spiegato Montagna – Variegate sono infatti le nostre specializzazioni che non sempre la società conosce”. Il comandante ha poi sottolineato quanto sia difficile il ruolo che rivestono gli agenti: un compito in cui si devono concentrare fermezza, legalità ma anche umanità.

Il grazie della direttrice del carcere Stefania Mussio

La direttrice del carcere di Sondrio, Stefania Mussio, ha voluto ringraziare tutti gli agenti che prestano la loro preziosa attività. “Noi siamo ciò che facciamo – ha sottolineato – Il nostro lavoro è il risultato di ciò che hanno fatto prima di noi e al tempo stesso noi dobbiamo preparare il terreno per quanti ci seguiranno su questa strada. Coerenza, tolleranza, integrazione sono i capisaldi che devono guidare le nostre azioni”.

 

 

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