Sondrio

L’Adda non restituisce la giovane dispersa

La ragazza di 16 anni è stata inghiottita dalle acque nel pomeriggio di martedì 1 settembre.

L’Adda non restituisce la giovane dispersa
Sondrio, 08 Settembre 2020 ore 15:25

Nel pomeriggio dell’1 settembre scorso, presso il parco cittadino “Adda-Mallero Bartesaghi”, si sono perse le tracce della minore Ben Daoud Hafsa, nata in Marocco il 31 ottobre 2004 e residente a Sondrio. La 16enne si trovava in compagnia di alcuni familiari, quando, per cause che sono ancora al vaglio della Questura di Sondrio, anche se l’ipotesi più accreditata è quella di uno sfortunato incidente LEGGI QUI.

Subito attivate le ricerche

La situazione ha destato da subito la massima apprensione, a causa sia delle intense piogge dei giorni precedenti che hanno aumentato notevolmente la portata del bacino, sia perchè in quel punto la corrente è particolarmente vorticosa per via dell’innesto con l’immissario Mallero. I soccorsi si sono mobilitati immediatamente per il recupero della ragazza, e le ricerche quel giorno sono durate fino alle ore 23.00, mentre la Prefettura ha attivato il piano per la ricerca delle persone scomparse.

Ricerche massive

Dal giorno seguente sono partite le “ricerche massive”, ossia quelle su vasta scala, – spiegano dalla Prefettura di Sondrio – anche con l’ausilio di personale giunto da fuori provincia. Nel dettaglio le operazioni si sono concentrate dal presunto punto di caduta in acqua fino ad un grosso sbarramento artificiale situato più a valle, a circa 15 chilometri di distanza, nel territorio comunale di Ardenno. Dal punto di vista operativo il personale dei Vigili del Fuoco, sia del Comando Provinciale di Sondrio, sia del Nucleo Sommozzatori di Milano, ha provveduto a scandagliare il letto del fiume avvalendosi di gommoni da rafting, particolarmente versatili e in grado di non rimanere incagliati nelle secche. Alle operazioni si è aggiunto anche personale specializzato della Guardia di Finanza (S.A.G.F) e numerosi volontari della Protezione Civile.

Grande dispiegamento di forze

In totale, durante i 5 giorni di ricerche serrate si sono alternate 268 unità dei predetti Enti (Vigili del Fuoco 130; Protezione Civile 116; Guardia di Finanza 22). Oltre alla ricerca diretta in acqua, che si è concentrata nel tratto fino all’invaso di Ardenno,i soccorsi hanno provveduto anche a percorrere a piedi le rive dell’Adda, su entrambi gli argini, fino alla foce che è situata nel Comune di Colico (LC). Questa operazione, a cui ha preso parte anche personale della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – VII Delegazione Valtellina e Valchiavenna, si è resa necessaria per scandagliare le numerose nicchie presenti sulle rive e caratterizzate da una fitta vegetazione.. L’intero tratto, fino a Colico, è stato anche sorvolato, in momenti diversi, da due elicotteri, uno della Guardia di Finanza decollato da Varese e uno dei Vigili del Fuoco partito da Malpensa. Un tentativo ulteriore di scorgere il corpo della malcapitata giovane è stato effettuato anche con l’ausilio di droni, in grado di sorvolare a bassa quota il fiume, ma purtroppo anche questa iniziativa non ha avuto alcun successo.

Il video delle ricerche

Interruzione

A seguito di una riunione di coordinamento tenutasi il 3 settembre sera in videoconferenza, le forze in campo hanno deciso di provvedere l’indomani alla regimazione delle acque per abbassarne il livello. In particolare, le dighe situate a monte di Sondrio hanno provveduto a ridurre l’immissione nel fiume Adda, mentre contestualmente è stato aperto l’invaso di proprietà dell’Enel ad Ardenno. Malgrado la sensibile riduzione del livello delle acque, nemmeno questo ulteriore sforzo ha dato esito positivo. La giornata di sabato 5 settembre è stata l’ultima che ha visto operative le “ricerche massive”. Dal 6 settembre, le stesse proseguono ma su iniziativa autonoma dei singoli Enti preposti al soccorso.

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