Cronaca

Mattia Mingarelli morto in Valmalenco, parla "Il Gufo"

Il gestore dei "Barchi" ha risposto ad alcune domande durante la trasmissione di Rete 4.

Mattia Mingarelli morto in Valmalenco, parla "Il Gufo"
Cronaca Alto Lago, 29 Gennaio 2019 ore 10:56

La morte di Mattia Mingarelli rimane un mistero (LEGGI QUI).

Mattia Mingarelli morto in Valmalenco

L'agente di commercio di Albavilla (Como) è scomparso il 7 dicembre per poi essere ritrovato morto nel pomeriggio della Vigilia di Natale a Chiesa in Valmalenco (Sondrio). Giorgio Del Zoppo, gestore del rifugio “Barchi” e ultima persona ad aver visto in vita Mattia è stato ospite della trasmissione Mediaset Quarto Grado. In studio Del Zoppo, detto "Il Gufo", ha confermato la sua versione dei fatti. “Abbiamo chiacchierato del più e del meno” ha spiegato il valtellinese aggiungendo che Mingarelli si fose recato da lui quel giorno per chiedere la disponibilità di camere per Capodanno.

Il mistero del cellulare

Gianluigi Nuzzi incalzando l'intervistato ha domandato se già conoscesse Mattia.: “Lo avevo visto solamente una volta due anni fa, una sera che era venuto a cena al rifugio” ha risposto Del Zoppo. Poi alla domanda sul ritrovamento del cellulare ha detto “L’idea di rubare il cellulare devo dire che mi è sfiorata ma quando dopo ho realizzato che il telefono era suo l’ho riconsegnato”.

Al Sasso Nero

Il conduttore di Quarto Grado ha poi chiesto a Del Zoppo se Mattia Mingarelli gli avesse accennato al fatto che sarebbe andato al Sasso Nero (un altro rifugio), ipotesi compatibile sul luogo del ritrovamento del cadavere, il rifugista ha così risposto: “Non ha specificato che sarebbe andato quella sera ma che era sua intenzione andare a chiedere delle camere per capodanno anche al Sasso Nero".

In attesa dell'autopsia

Per quanto riguarda il cane Dante (LEGGI QUI), Del Zoppo ha confermato la tesi che sostiene da tempo “Quella sera ho lasciato la porta aperta per il mio cane, come faccio solitamente. Di notte, verso l’1.00, apro gli occhi e vedo due cani: il mio e quello di Mattia nella mia camera”, il rifugista ha quindi condotto il cane di Mattia fuori ed è tornato a dormire. "Forse La presenza di Dante, avrebbe dovuto mettermi in allarme” ha riflettuto. Intanto si aspettano ancora i risultati dell’autopsia e degli esami tossicologici sul corpo del trentenne.

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