Sondalo

Nuova TAC al Morelli: “La ciliegina sulla torta che (forse) non c’è più”

Il Comitato Pro Morelli vuole mettere sotto i riflettori invece una situazione che sarebbe drammatica per la sanità di montagna.

Nuova TAC al Morelli: “La ciliegina sulla torta che (forse) non c’è più”
Tiranese, 19 Settembre 2020 ore 07:40

E’ stato consegnato nei giorni scorsi una nuova TAC all’Ospedale Morelli di Sondalo. La notizia non è stata però bene accolta dal Comitato Pro Morelli che definisce l’ultimo acquisto, un’apparecchiatura all’avanguardia, una ciliegina su una torta che però non c’è più.

Vogliono nascondere la situazione attuale

“In realtà il miglioramento ottenuto sulle prestazioni a Sondalo non è significativo. – Si legge nel comunicato diffuso dal comitato – La sostituzione avviene infatti solo per dare un apparecchio valido al Presidio ospedaliero di Morbegno senza ricorrere ad una nuova acquisizione. Sembra che si vogliano “sedare” i cittadini e le Istituzioni locali, nascondendo la situazione attuale del “Morelli”. Peraltro è stata trasmessa alla Regione Lombardia, dopo quella firmata da 10 (su 12) Sindaci del “tiranese”, un’altra lettera dei Sindaci dell’Alta Valle per richiedere il ripristino al “Morelli” della situazione pre covid-19, lettera questa volta sottoscritta anche da altri 5 Sindaci della nostra Provincia”.

Silenzio assordante

“La gente si è mobilitata, il “Comitato pro Morelli” sta svolgendo un’intensa attività di sostegno su più fronti ma non si registra ancora quella forte iniziativa che dovrebbe coinvolgere tutte le Istituzioni locali da Chiavenna a Livigno. – Continua la nota firmata dal Dott. Giuliano Pradella e l’Avvocato Ezio Trabucchi – L’Amministrazione Provinciale, la quale in passato più volte è stata chiamata ad affrontare (a prescindere da uno specifico profilo di competenza) importanti questioni che interessavano la nostra realtà valtellinese e valchiavennasca, tace in un “silenzio assordante”, così come la Comunità Montana Alta Valtellina. Nel frattempo, la Regione Lombardia va avanti ogni giorno nel suo disegno ed il destino del “Morelli” – se non interviene da subito uno scatto di dignità e di orgoglio da parte delle Istituzioni della nostra Provincia con un’azione forte e determinata – sarà segnato definitivamente.

Situazione drammatica

Il comitato Pro Morelli aggiunge: “Gli operatori sanitari non possono parlare e quando eccezionalmente e pubblicamente lo fanno è per assecondare la Direzione della nostra ASST, mera esecutrice di “ordini dall’alto”, peraltro nel goffo tentativo di rappresentare una situazione di normalità e di assoluta tranquillità. Una situazione in realtà drammatica che il Comitato ha già sottoposto, per quanto di competenza, all’attenzione della Procura della Repubblica e Prefettura di Sondrio. Nei prossimi giorni, un altro dossier verrà presentato alle Autorità competenti a seguito delle ultime segnalazioni pervenute al Comitato da cittadini e da operatori sanitari.
A Sondalo, come detto, è rimasto ben poco ed, eliminando l’attività anche di emergenza delle alte specialità, le prestazioni si riducono. Sono aperti infatti i soli reparti di medicina e chirurgia generale e le attività residue sono destinate ad estinguersi anche a causa del depotenziamento dei vari Dipartimenti.

Dopo l’emergenza covid

Infine concludono: “La struttura del “Morelli” non è stata assolutamente ricostituita dopo l’emergenza covid-19. Rimangono invece a Sondrio non solo la neurochirurgia (con un distaccamento al “Morelli” che esegue unicamente attività programmata) ma anche la chirurgia vascolare e toracica, la urologia e la traumatologia. Al “Morelli”, ridotto oramai ad uno ospedalino, sopravvive solo l’attività programmata ortopedica. La tisiologia si è drasticamente ridotta. L’Unità spinale, tra le migliori in Italia, è stata depotenziata e non è più unipolare. Al “Morelli” è stato altresì smantellato il Dipartimento di emergenza- urgenza di secondo livello e l’ospedale dispone, di fatto, solo di un punto di Primo intervento, non avendo più il Pronto Soccorso il supporto specialistico adeguato di un tempo. Ebbene, noi non siamo la Regione Lombardia, che decide sulla nostra sanità di montagna. Noi non siamo i Sindaci ed i rappresentanti delle Istituzioni locali, chiamati a difesa del “Morelli” e di tutta la sanità di montagna della nostra Provincia (e non solo). Noi siamo comuni cittadini che, come tanti, si stanno battendo ogni giorno (dedicando liberamente e gratuitamente tempo ed energie) per la tutela di un diritto costituzionale sacrosanto, nostro e di chi verrà dopo di noi. Continueremo a farlo ma senza la politica e Istituzioni sarà certamente una “battaglia” (o “guerra”) persa. Ci accontenteremo allora della Tac nuova: la ciliegina su una torta che non c’è più!

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