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Nuovo accordo Italia-Svizzera per i Frontalieri: esulta il PD provinciale

Alfieri e Iannotti: "Ottimo lavoro, messi in sicurezza i lavoratori frontalieri e i soldi per i servizi dei Comuni. Nuova pagina per una economia di frontiera più solida".

Nuovo accordo Italia-Svizzera per i Frontalieri: esulta il PD provinciale
Cronaca 23 Dicembre 2020 ore 15:54

“Dopo un percorso di ascolto e confronto tra Governo, enti locali e sindacati, oggi Italia e Svizzera hanno siglato il nuovo accordo fiscale relativo alla tassazione dei lavoratori frontalieri. Parallelamente a questo accordo, Governo, associazione dei Comuni di frontiera e organizzazioni sindacali hanno siglato un’intesa sull’applicazione del nuovo accordo che fissa le condizioni per il passaggio al nuovo regime fiscale. Ottenuti i tre punti fissati all’inizio della trattativa: non un euro in più di tasse per gli attuali frontalieri, non un euro in meno di ristorni ai Comuni, sistema speciale di detrazioni per salvaguardare il potere di acquisto dei futuri frontalieri”. Con queste parole il senatore del Partito Democratico, Alessandro Alfieri, e il segretario provinciale del PD, Michele Iannotti, commentano la firma del nuovo accordo tra Italia e Svizzera per l’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri.

A questo link del ministero dell’economia il testo dell’accordo Italia-Svizzera https://www.mef.gov.it/inevidenza/Italia-e-Svizzera-firmano-un-nuovo-accordo-sullimposizione-dei-lavoratori-frontalieri/

Nuovo accordo

“Per quanto riguarda gli attuali frontalieri e tutti coloro che lo diventeranno fino all’entrata in vigore dell’accordo non cambia nulla, né oggi né in futuro. Anzi per questo tipo di lavoratori l’applicazione del moltiplicatore medio cantonale porterà ad una diminuzione delle imposte pagate alla fonte. Inoltre, in caso di perdita di lavoro, sarà riconosciuta una indennità di disoccupazione (NASPI) più vicina all’ultima retribuzione percepita in Svizzera. Cambia invece il sistema dei ristorni, dal 2034 non sarà più erogato da Berna a Roma ma, come stabilito nel memorandum d’intesa, il Governo istituirà un fondo ad hoc per trasferire le risorse ai Comuni di frontiera che non potranno essere inferiori a quelle percepite attualmente. Sono così salvaguardati tutti i servizi che i Comuni di frontiera riescono ad erogare quotidianamente ai cittadini grazie ai ristorni. In più, per salvaguardare la specificità dei territori di confine, le maggiori entrate fiscali dovute negli anni all’applicazione del nuovo accordo rimarranno sul territorio. I frontalieri che inizieranno a lavorare oltreconfine dopo l’entrata in vigore dell’accordo saranno sottoposti a un nuovo modello di tassazione. La Svizzera avrà diritto a trattenere una quota di imposta alla fonte dell’80%: a quel punto al lavoratore l’Italia applicherà la tassazione con una serie di detrazioni (aumento della franchigia speciale per tutti i lavoratori da 7.500 a 10.000 euro, detrazione di quanto già tassato dalla Svizzera, non imponibilità degli assegni familiari erogati dalla Svizzera, deducibilità dei contributi per i prepensionamenti) che ridurranno notevolmente la differenza tra nuovi e vecchi lavoratori frontalieri.

In sicurezza gli equilibri

Con il nuovo accordo tra Italia e Svizzera e il memorandum d’intesa – continuano i due esponenti dem – si mettono in sicurezza gli equilibri della nostra economia di frontiera, si mette fine ad una tensione diplomatica ed economica che si protraeva da troppo tempo e vedeva i nostri lavoratori frontalieri e le finanze dei Comuni di frontiera esposti ogni anno ad iniziative e campagne politiche oltre confine, spesso a sfondo xenofobo. Si mettono al sicuro il percorso lavorativo degli attuali frontalieri e i servizi erogati dai Comuni ai cittadini grazie al nuovo sistema dei ristori e si costruisce un sistema fiscale di favore per i futuri frontalieri. Vogliamo essere chiari, in futuro gli stipendi medio-alti dei futuri frontalieri subiranno una contrazione se paragonati a quelli degli attuali frontalieri ma quelle tasse in più rimarranno sul territorio perchè andranno a finanziare opere, progetti, interventi di sviluppo delle nostre comunità. Questo è un grande risultato ottenuto nella trattativa, un riconoscimento del Governo alla specificità dei Comuni e delle zone di frontiera. Adesso subito al lavoro con tutte le forze politiche – concludono Alfieri e Iannotti – affinché questi risultati ottenuti e concordati con il Governo siano inseriti dal Parlamento nella legge di ratifica del nuovo trattato internazionale.”

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