Bormio

Paese sommerso da una montagna di rifiuti

La situazione a Bormio sta diventando insostenibile.

Paese sommerso da una montagna di rifiuti
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Altro giro altro regalo, altra estate stesso problema. Passeggiando per le vie della Magnifica Terra non si può fare a meno di imbattersi in visioni che mostrano montagne di rifiuti ammassati a deturpare i luoghi, così ricchi di storia e tradizioni, che non si meritano un tale indecoroso trattamento. Spesso si tratta di siti in cui sono ancora presenti i cassonetti, che ormai dovrebbero non esistere più, dato l’avvio della raccolta differenziata porta a porta in tutti i Comuni. Come quelli in zona Funivia, nei pressi dell’area Camper. Maleducazione e poco rispetto del paese. Ove in tanti approfittando della confusione che regna d’estate, non leggono il regolamento comunale che indica i giorni precisi in cui i sacchi neri per i rifiuti umidi, quelli gialli che contengono la plastica e quelli azzurri per la carta, vengono raccolti dalla Secam.

Chiusura uffici

E qui un altro tasto dolente, a causa della notizia che sta generando non poche proteste dei cittadini di Bormio, vista la comunicazione della chiusura degli uffici di Lungo Frodolfo via Vanoni, per cessata attività, a partire da mercoledì 25 agosto, indicando che i cittadini, per pratiche e informazioni, dovranno recarsi fino allo sportello di Tirano, in via Lungo Adda IV Novembre, aperto solo tre giorni a settimana. Cittadini, residenti, ma soprattutto turisti, che fingono di non ricordare i giorni di raccolta e lasciano i loro sacchetti in bella mostra; per non parlare dei vetri; poco distante ci sono le campane, ma la gente fa troppa fatica a cercarle. Ci si chiede: questi rifiuti chi li raccoglierà? Un’altra questione è quella della fontana di Bormio dietro alla via Roma, nascosta quasi totalmente dai cartoni. Qui la giornata di raccolta è quella giusta, quello che non va bene è la mancanza di buon senso ad accumulare rifiuti davanti a un luogo antico, in più precludendone l’uso.