Aprica

Palazzetto di Aprica, arrivano commenti e foto

L'intervento di Paolo Cioccarelli.

Palazzetto di Aprica, arrivano commenti e foto
Tiranese, 18 Maggio 2020 ore 08:07

Sempre più interessati alla proposta.

Palazzetto di Aprica, arrivano commenti e foto

La proposta dell’eliminazione del Palazzetto sportivo di Aprica per ricreare l’area naturale prima presente ha generato un importante dibattito, soprattutto fra i turisti e proprietari. Questa settimana ci sono state inviate fotografie dell’Aprica di un tempo, ancora vergine dalle costruzioni successive, in cui si vede bene l’asta del torrente sopra il quale è stato poi edificato l’ecomostro oggetto della nostra inchiesta. Non solo. L’operatore turistico originario di Aprica Paolo Cioccarelli ci ha scritto una serie di considerazioni meritevoli.

L’analisi

“Aprica è una bellissima ragazza che crescendo non è riuscita a mantenere il fascino della sua gioventù. Tutti noi che l’amiamo e la conosciamo da una vita la vorremmo rivedere come era. Così come una bella ragazza può con un minimo di attenzione mantenere il suo fascino e diventare una splendida donna io credo che Aprica possa recuperare gran parte del suo fascino se solo si avesse il coraggio di sottoporla ad alcune attenzioni. Come tanto va di moda per le persone attente al corretto mantenimento della propria salute e forma fisica avrebbe bisogno, assistita dalla miglior equipe di consulenti di: un completo checkup, corrette diagnosi, adeguate terapie. Come tutti lo faremmo per i nostri cari così dovremmo avere il coraggio di farlo per lei che quotidianamente provvede a quanto serve per le nostre svariate esigenze (…quando dico nostra abbraccio i turisti che fedeli la frequentano e amano non meno di quanti ci vivono). Penso sia giunto il tempo per un impegno nobile: tentare di riportarla nel posto che le compete tra le migliori e più ambite stazioni turistiche”.

Necessità

Quello che le compete… “nè più nè meno. Magari non riuscirà a riconquistare il podio perso da troppo tempo a causa di tanti errori che ormai devono essere sepolti e dimenticati definitivamente ma certamente potrebbe recuperare tanti posti in classifica… Certo il percorso sarà difficile, lungo, pieno di insidie ma un poco tutti glielo dobbiamo. Lo dobbiamo per mille motivi ma soprattutto in onore ai nostri vecchi che enormi fatiche hanno dedicato per il suo sviluppo; per gli studi e la formazione culturale dei figli che oggi, più liberi e lungimiranti, la possono amministrare con il coraggio di scelte in apparenza impopolari ma indispensabili per il futuro. Già tanti tra i privati stanno sostenendo sforzi in tal senso e le ristrutturazioni degli immobili e delle attività sono lì a dimostrare l’impegno generato dal cuore più che dal portafoglio”.

Sport

In molti “hanno anche capito che di solo sci non si vive e l’impegno su mille altri fronti è ormai obbligatorio e improrogabile. Enoturismo, cicloturismo (che non significa Giro d’Italia) tra i primi che mi vengono in mente ma sono mille altri che aiutano a prolungare destagionalizzando stagioni troppo brevi per garantire margini di sopravvivenza. Rigenerare il territorio in primis e in mille forme tra cui la più rappresentativa è demolire ecomostri fuori dal tempo”.

Palazzetto

E qui siamo a noi: “Lungimirante la proposta di implosione dell’attuale piscina-palazzetto e sua ricostruzione in sito più idoneo e con standard attuali: il sostegno dei costi potrebbe essere realizzato tramite corrispettivi recuperabili dall’energia prodotta dall’acqua vigorosa di quel torrente e l’incasso per la sottoscrizione di abbonamenti e ingressi a prezzo “calmierato” per chi possiede o sfrutta posti letto su territorio comunale (coinvolgendo anche gli amici di Corteno). Poi ricreare, dopo aver smaltito le macerie, un angolo di naturale bellezza come era la valle di Aprica fino ai Settanta quando ebbe inizio la sbornia da cementificazione per la quale ancora non si è scoperto vaccino adeguato e con la quale siamo condannati a convivere da troppi anni. Ricostruire la nuova piscina, casa dello sport, del wellness in sito più idoneo e soleggiato, più consona, meglio inserita, una struttura dove collocare servizi oggi indispensabili per l’appetibilità del nostro prodotto turistico”.

Il resto

Ma non solo. “Riqualificare le volumetrie esistenti costruite in anni in cui meno attenzione era riservata alla loro compatibilità con il paesaggio, valorizzare le contrade con le loro tradizioni, favorire e sostenere il recupero delle attività dedicate alla ricettività alberghiera, impedire la trasformazione di strutture storicamente nate come turistico ricettive (hotel, residence ecc) e ormai vetuste in condomini così recuperando corretto equilibrio tra posti letto delle prime e i secondi cresciuti “magari senza colpa” ma certo senza controllo, promuovere la nascita di strutture nuove che oggi interpretano meravigliosamente le aspettative di una domanda “giovane“ di cui Aprica ha bisogno come della luce del sole: ostelli, glamping, agricampeggi, casette sugli alberi e chi più ne ha più ne metta. Fatti bene sarebbero utili per svecchiare un’offerta ormai povera, insufficiente e datata per potersi definire in sintonia con i tempi. Curare, incaricando chi veramente lo sa fare, la comunicazione, oggi così importante per una località come Aprica, dare spazio ad un’altra materia prima troppo carente che si chiama cultura, e poi arte, musica… in pratica più qualità e meno quantità. Tutelare e migliorare tutto ciò che di unico ancora rimane, dedicare maggiore attenzione a parole fino ad oggi poco ascoltate: biodiversità, compatibilità, sostenibilità, bellezza. Senza pregiudizi, con onestà si può ancora fare! Si deve fare!”.

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