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Progetti per le Olimpiadi 2026, Bormio sembra ferma al palo

"Siamo ancora in una fase delicata, in cui ci sono anche criticità".

Progetti per le Olimpiadi 2026, Bormio sembra ferma al palo
Cronaca Alta Valle, 27 Aprile 2021 ore 06:00

Mancano ancora cinque anni per le Olimpiadi del 2026 Milano Cortina (e anche la Valtellina) ma i Comuni in Alta Valle hanno idee chiare (e le comunicano) anche sui progetti collaterali lo svolgimento delle gare, che daranno nuova linfa alle comunità.

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Eccetto Bormio

Tutti eccetto Bormio. Anche Valdidentro, cui è sfumata l’opportunità di ospitare le Paraolimpiadi non per sua volontà, comunica di avere stanziato 187mila euro per progettazioni preliminari, completando la prima fase prima di entrare nel vivo dei progetti che, dicono gli amministratori, faranno fare un salto in avanti alla località e miglioreranno sensibilmente l’attrattiva turistica, per il 2026 e gli anni a venire (bypass automobilistico a Isolaccia, 3,5 milioni di euro; riqualificazione dell’area Rasin, 5 milioni e di quella dello Ski Stadium del fondo, 2,5 milioni; sottopasso stradale alla partenza degli impianti di risalita Sival, 2,5 milioni). Certo sarà un iter lungo e complesso, ma condividerlo serve a rafforzarlo e viverlo. Bormio deve essere il Comune con più problematicità da risolvere.

Volpato

Così il sindaco Roberto Volpato:

“Siamo ancora in una fase delicata, in cui ci sono anche criticità, ci pare inopportuno parlarne fino a quando non avremo qualcosa di concreto”. Quello che sappiamo è che lo scorso febbraio il Comune diceva di avere fatto fare studi di fattibilità, come quello dello ski stadium affidato all’architetto Enrico Bellotti, ma non avere il dettaglio delle opere; di essere titolari con tre delibere di Regione Lombardia di cifre cospicue, 5 milioni di euro per la realizzare la tangenzialina, altrettanti per la sistemazione dell’arrivo (il noto Ski Stadium che andrà ampliato probabilmente, sacrificando abitazioni limitrofe); di essere in attesa di sapere dalla Fisi il numero degli spettatori per potersi regolare, così come dalla Società Impianti di conoscere l’ubicazione del nuovo impianto di arroccamento per arrivare alla partenza; e di ritenere di dover concertare con gli ambientalisti il taglio di un bosco per realizzare un sottopasso all’arrivo. Tutt’altro che facile.

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