Piccolo Tibet

Sacerdote morto a Livigno: i coscritti scrivono a Don Stefano

Il saluto degli amici.

Sacerdote morto a Livigno: i coscritti scrivono a Don Stefano
Alta Valle, 28 Maggio 2020 ore 16:53

I coscritti di Livigno in una lettera si rivolgono all’amato Don Stefano Bianchi, il sacerdote di 56 anni tragicamente scomparso dopo un malore che lo ha strappato alla vita proprio mentre si trovava nelle montagne del Piccolo Tibet. A lui gli amici rivolgono sentite parole d’affetto che riceviamo e pubblichiamo volentieri.

Lettera a Don Stefano

Caro don Stefano e caro coscritto,

abbiamo tutti una profonda tristezza nel cuore per la tua improvvisa e del tutto inaspettata dipartita.
Te ne sei andato da solo, come spesso facevi nel tuo camminare, andare, correre, sciare…
Quanti momenti però abbiamo anche vissuto insieme. Abbiamo avuto la fortuna di condividere tante giornate in allegria, abbiamo vissuto la tua meticolosità, la tua competitività, la tua voglia di vincere, e non solo di partecipare, come ci tenevi a dire tu! Spesso ci spiazzavi perché non eravamo all’altezza delle tue aspettative.

Eri uno di noi e ti abbiamo voluto bene così!

Certo, amavi la sfida, affrontare gli ostacoli e i limiti, ma abbiamo capito che in tutto questo tu vivevi anche la tua ricerca spirituale, i tuoi passi erano spesso un profondo peregrinare verso altri orizzonti, il tuo andare una forma di preghiera, e la tua fatica era vissuta come una forma di leggerezza, per elevarti di più.

Ma nel tuo continuo muoverti, caro don, tu sapevi anche fermarti, sostare, stare in ascolto di chi era al tuo fianco, stare in compagnia con il tuo stile silenzioso ma attento, sapevi condividere le gioie e cogliere anche la sofferenza delle persone, sapevi dire parole giuste… non a caso, hai sostenuto e tanto amato il progetto Casa San Rocco.

Con le tue storielle, aneddoti e metafore trovavi modi semplici per avvicinarci a cose grandi come la Parola di Dio, a porci le giuste domande sul nostro modo di vivere…

Con il tuo stile di vita sobrio e schivo ci hai mostrato cos’è l’essenzialità; rifuggivi i social media, e ora -da lassù- dovrai pazientare, nel vedere quanto sei nominato sul web.

Ti salutiamo caro don Stefano facendo nostra la preghiera del pellegrino russo che tu ci proponevi sempre nei pellegrinaggi: “Signore Gesù Cristo abbi pietà di me”; ci chiedevi di ripeterlo continuamente ad ogni passo come fosse un mantra. Ora ti chiediamo di pregare tu con noi. “Signore Gesù Cristo abbi pietà di noi” che per il pellegrino russo significa “Clemente Signore, perdona le nostre colpe e aiutaci a crescere; infondi nella nostra anima un vigoroso impulso a seguire i tuoi cenni; concedici la tua Grazia, perdonando i nostri peccati e volgendo la nostra mente distratta, la nostra volontà e il nostro cuore verso Te solo”.
Ciao caro don! Ciao cosc’crit!

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