Festini gay con droga, lo scandalo in Vaticano tocca la Valtellina

Stando a quanto rivelato da Il Fatto Quotidiano a fine giugno, la gendarmeria vaticana è intervenuta nella casa abitata dal collaboratore del Cardinale Coccopalmieri

Festini gay con droga, lo scandalo in Vaticano tocca la Valtellina
Cronaca 12 Luglio 2017 ore 12:45

Uno scandalo incredibile. Un monsignore sorpreso dalla Gendarmeria vaticana durante un festino gay con tanto di droga.

Scandalo in Vaticano tocca la Valtellina

Una bufera che sfiora il cardinale Francesco Coccopalmerio, legatissimo alla Valtellina dove trascorse l’infanzia a Sernio, paese d’origine della madre maestra elementare, e che proprio in Valle viene spesso tanto da pensare a un buen ritiro proprio da noi. Il monsignore finito nei guai per il festino - stando a quanto rivelato da Il Fatto Quotidiano - è infatti il segretario personale del cardinale Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi. Il porporato, è chiaro, non ha responsabilità nell’operato del suo segretario, ma la nuova bufera che si è abbattuta sul Vaticano potrebbe travolgerlo.

Lamentele dei vicini

Ma andiamo con ordine e spieghiamo perchè lo scandalo in Vaticano tocca la Valtellina. Stando a quanto rivelato da Il Fatto Quotidiano a fine giugno, la gendarmeria vaticana è intervenuta nella casa abitata da monsignor Luigi Capozzi, 50 anni, salernitano d’origine, che si trova all’interno del Palazzo dell’ex Sant’Uffizio. A spingere la gendarmeria a effettuare una verifica erano state le lamentele dei vicini, in gran parte cardinali, che avevano segnalato un via vai sospetto di persone nelle ore serali.

Festini gay con droga

Persone che accedevano al palazzo dell’ex Sant’Uffizio attraverso l’ingresso che non è presidiato dalle Guardie svizzere, perché si affaccia su territorio italiano. E dentro l’appartamento avrebbero scoperto, appunto, il festino gay con la presenza anche di sostanze stupefacenti. Sempre stando a quanto rivelato da Il Fatto Quotidiano, monsignor Capozzi sarebbe stato portato in ospedale e quindi in un monastero prima di tornare a Roma per sottoporsi a un percorso di disintossicazione e recupero.

Il cardinale

La vicenda, come è facile immaginare, ha travolto anche il suo diretto superiore, il cardinale Coccopalmerio considerato uno dei porporati più vicini a Papa Francesco. Tanto che da più parti sarebbero arrivate pressioni e richieste nei confronti del Pontefice affinché mandi in pensione monsignor Coccopalmerio. Il cardinale ha quasi 80 anni, età prevista dal Codice di diritto canonico per la cessazione di tutti gli incarichi nella Curia romana. Oltre che per partecipare al conclave per l’elezione del Papa. Ma già dopo i 75 anni, di norma, vengono «pensionati».

Infatti, le pressioni erano già state fatte nei mesi scorsi e traggono ora nuova linfa dallo scandalo che ha coinvolto il suo segretario personale, che qualche tempo fa era stato anche in procinto di essere nominato vescovo.

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