polemica

Sci: manca una data certa per la riapertura degli impianti

"In questo momento drammatico e di assoluta incertezza il mondo della montagna, con i suoi lavoratori e le sue imprese, chiede attenzione e certezze"

Sci: manca una data certa per la riapertura degli impianti
Cronaca 28 Dicembre 2020 ore 07:04

Sugli impianti sciistici manca ancora una data certa per la riapertura, la polemica viene sollevata da molte Regioni e Province che accusano il Governo di essere in estremo ritardo nonostante l’approvazione delle linee guida avvenuta ormai un mese fa e le osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico che, tra le altre, richiede una differenziazione delle regole della capienza tra zone gialle e arancioni.

Situazione grottesca

“La situazione sta diventando sempre più grottesca e l’incertezza regna sovrana. Più tempo passa più la data di apertura del 7 gennaio scritta nel DPCM si trasforma in una colossale presa in giro. La montagna ha bisogno di tempi lunghi per potersi organizzare, non si può pensare di continuare a illudere imprese e lavoratori quando lo stesso CTS e vari esponenti politici hanno già ribadito più volte la volontà di non aprire gli impianti il 7 gennaio. Per questo motivo chiediamo con forza al Governo Conte una data di apertura certa”. Così si legge nella nota congiunta delle Regioni Lombardia, Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Piemonte insieme alle Province autonome di Bolzano e Trento che, prendendo atto delle osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico sulle linee guida per la riapertura degli impianti sciistici, spingono per arrivare all’approvazione definitiva del documento che potrà regolamentare la riapertura degli impianti sciistici.

Certezze

“Tuttavia – si legge nel documento che porta la firma anche dell’assessore lomabrdo allo Sport, Martina Cambiaghi – bisogna riscontrare come dal Governo manchi assolutamente ogni interesse verso la montagna, e questo vale persino da chi ne ha la competenza. Il Ministro al turismo Dario Franceschini dia un segnale di attenzione nei confronti della montagna e del turismo invernale. L’economia di molte valli è in ginocchio. Dal 6 dicembre al 10 gennaio il turismo invernale e il suo indotto registrano numeri straordinari, come si può solo pensare di ignorare un settore trainante dell’economia delle Alpi? Allo Stato abbiamo chiesto dei ristori per tutte le imprese colpite dalle limitazioni che siano adeguati e calcolati in percentuale sul fatturato dello stesso periodo dell’anno scorso (non di certo ancora su aprile), ma anche qui nessuna risposta. In questo momento drammatico e di assoluta incertezza il mondo della montagna, con i suoi lavoratori e le sue imprese, chiede attenzione e certezze”.

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