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Sondrio: studenti a confronto con i medici impegnati in prima linea all’Ospedale Morelli di Sondalo

Una prima classe del Liceo classico in presenza e tutte le altre classi del biennio collegate in streaming hanno seguito questa mattina al Liceo Piazzi Perpenti l'incontro con due medici dei reparti covid-19.

Sondrio: studenti a confronto con i medici impegnati in prima linea all’Ospedale Morelli di Sondalo
Cronaca Sondrio, 27 Febbraio 2021 ore 09:29

L’emergenza sanitaria che si protrae da un anno e l’evoluzione della pandemia, l’importanza dei vaccini e le regole da rispettare: temi di stretta attualità trattati da chi è in prima linea per accrescere la consapevolezza dei ragazzi. Una prima classe del Liceo classico in presenza e tutte le altre classi del biennio collegate in streaming hanno seguito ieri mattina al Liceo Piazzi Perpenti l’incontro con due medici dei reparti covid-19 all’Ospedale Morelli di Sondalo, le dottoresse Chiara Rebucci e Patrizia Zucchi, entrambe infettivologhe. Un’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio, il Liceo Piazzi Perpenti, l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Valtellina e Alto Lario e l’Agenzia di Tutela della Salute della Montagna.

Mantenere alta la guardia

In apertura, l’assessore alla Cultura, Educazione e Istruzione Marcella Fratta ha evidenziato l’importanza di condividere informazioni corrette e di mantenere alta la guardia per gestire una situazione molto difficile. Il dirigente scolastico territoriale Fabio Molinari ha esortato i ragazzi ad avere pazienza, a rispettare le regole e a guardare sempre in avanti con un atteggiamento positivo, mentre il dirigente scolastico Giovanna Bruno ha invitato alla resilienza: questa esperienza difficile deve essere vissuta come un’occasione di crescita. È toccato al vice sindaco Lorenzo Grillo Della Berta, anch’egli medico temporaneamente trasferito nei reparti covid-19, introdurre i temi dell’incontro, sottolineando la necessità di riordinare le informazioni da cui siamo bombardati, che spesso creano confusione, per avere consapevolezza di quanto sta accadendo.

Un anno di pandemia

Nei loro interventi, le dottoresse Zucchi e Rebucci hanno spiegato come i virus nascono, vivono e si moltiplicano, quali danni causano e come possono essere fermati. Hanno raccontato un’esperienza iniziata quasi un anno fa, il 4 marzo: la definizione dei protocolli, l’allestimento dei reparti e i primi pazienti, cresciuti a dismisura in pochi giorni. Una strana vita, l’hanno definita, un film del quale non erano soltanto spettatori: dagli oltre 200 pazienti curati contemporaneamente ad aprile fino ai cinque in estate con la prima ondata, quindi la seconda da settembre, più pesante, e la speranza di contenere la terza. Il rapporto con i pazienti, sofferenti e soli, lontani dagli affetti, da confortare con una parola, una carezza, uno sguardo: quelli che vengono accompagnati verso la guarigione e chi non ce la fa.

Fino alla situazione attuale, più tranquilla, e l’importanza del vaccino che protegge, riduce la capacità di essere diffusore e previene l’origine di varianti. Numerose e circostanziate le domande degli studenti che hanno voluto approfondire il contesto nel quale si è sviluppata la pandemia, gli aspetti psicologici legati alla paura della malattia, la risposta vaccinale, il raffronto con l’epidemia di sarà del 2008, dimostrando interesse e partecipazione. In questa situazione riordinare le informazioni, controllare le fonti che le diffondono e valutarle con spirito critico diventa fondamentale per far crescere la consapevolezza: questa la raccomandazione ai ragazzi.

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