Lo sfogo di un valtellinese

Sopravvissuto al Covid scrive a Berlusconi: “Dimesso dopo 9 giorni? Io, davvero grave, dopo 38…”

Ferruccio Amonini, originario di Piateda, si è rivolto direttamente all'ex premier dimesso ieri dal San Raffaele.

Sopravvissuto al Covid scrive a Berlusconi: “Dimesso dopo 9 giorni? Io, davvero grave, dopo 38…”
Sondrio, 15 Settembre 2020 ore 10:11

Ha scritto una lettera aperta a Silvio Berlusconi, che dopo il ricovero al San Raffaele per aver contratto il Coronavirus, ieri lunedì 14 settembre 2020, è stato dimesso dopo nove giorni per proseguire le cure da casa. Ferruccio Amonini, originario di Piateda e residente a Cernusco Lombardone, uno degli storici volontari dei Vigili del Fuoco di Merate, il Covid-19 lo ha affrontato a viso aperto in piena pandemia. Lo ha affrontato con tanta paura, angoscia, ma anche con coraggio. Il virus gli ha tolto l’adorato papà – la notizia della morte l’ha appresa mentre a sua volta si trovava sotto un casco Cpap – e gli ha sottratto ossigeno per giorni, in Rianimazione, facendolo giungere a un passo dall’essere sedato e intubato, e poi in Pneumologia al Mandic di Merate. “Sono inorridito dal sentire quelle parole… il suo tampone è risultato il più alto in assoluto come gravità di tutti i ricoverati di Covid del San Raffaele… e te ne esci dopo 9 giorni di ricovero?”.

Sopravvissuto al virus, scrive a Berlusconi

Amonini, che incarna in sé la tempra valtellinese di mamma e papà e la concretezza dei brianzoli, ha affidato alla sua pagina Facebook una lunga lettera destinata all’ex premier dimesso oggi dal San Raffaele, dove è rimasto ricoverato nove giorni sotto le cure del fidato Alberto Zangrillo, apprezzato professionista, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione, ma al tempo stesso discusso in queste settimane per alcune dichiarazioni sulla gravità del Covid un poco incoerenti, per sua stessa ammissione. “Ho sentito il discorso di Berlusconi sulle sue dimissioni dal San Raffaele dopo solo 9 giorni di ricovero per Covid-19. Sono inorridito dal sentire quelle parole… il suo tampone è risultato il più alto in assoluto come gravità di tutti i ricoverati di Covid del San Raffaele… e te ne esci dopo 9 giorni di ricovero? Io e tantissimi altri che il Covid lo hanno avuto veramente in forma grave sappiamo di cosa stiamo parlando. Ne abbiamo visti uscire di morti di ogni età, ma sopratutto uomini e donne anziani dell’età del Berlusca”.

“Sotto ossigeno per 35 giorni di fila”

Lo sfogo del vigile del fuoco volontario di Merate va dritto al sodo e nel giro di poche ore (lo ha pubblicato questa sera sulla sua bacheca di Facebook) è già stato condiviso e commentato da diversi utenti. “Caro Silvio, sono stato in ospedale per Covid-19 per 38 giorni, una settimana in sala intensiva dove ho rischiato per ben due volte di lasciarci le penne. Sono stato sotto ossigeno continuo per 35 giorni di fila, ho provato le cure sperimentali contro l’ artrosi per una settimana senza garanzie di uscita. Ho 27 anni in meno di te e credo che il mio fisico sia sempre stato abituato a regimi di lavoro molto duri, quindi anche la reazione al Covid e ai medicinali sia molto più forte su uno della mia età che su un uomo di 83 anni con la vita sregolata che fai tu”.

“Tu in ospedale lavoravi, io cercavo l’aria”

E ancora. “Voglio spezzare una lancia a favore dei nostri angeli azzurri (medici, infermieri, oss). Sono stati bravi tutti in tutta Italia nel combattere questo drago bastardo all’inizio ancora sconosciuto. Tanti e forse troppi dottori morti per fare il proprio lavoro. Non solo il San Raffaele è leader nei miracoli, nel tuo caso specifico era in forma leggera, altrimenti non saresti mai uscito dopo 9 giorni e mentre eri lì continuavi a lavorare con telefono, pc o altro. Io nel letto di ospedale cercavo l’aria che non trovavo nemmeno cercandola su Amazon…”.

“Silvio, quando vuoi ti spiego cos’è il Covid-19”

Di qui, l’appello al Cavaliere a prendersi un caffè, per conoscere davvero cosa ha provato chi è stato ricoverato nel picco della pandemia in Brianza. “Caro Silvio, se vuoi davanti ad un caffè ti spiego io cos’è il Covid-19 con le sue gravità. Il tuo mi sembra più un colpo d’aria che ti ha portato un po’ di febbre per colpa dell’aria condizionata della macchina tenuta troppo alta. Questo mio scritto lo devo per rispetto nei confronti di chi si è ammalato veramente in forma grave di Covid, anche di chi non ce l’ha fatta. A tutti noi va il mio pensiero. Io sono uno di quelli che tra l’altro ho perso mio papà di 80 anni per colpa del drago bastardo. Io rispetto la vita di tutti, ma non fare come alcuni pescatori che da una trota ti dicono che hanno preso un pescecane di 100 kg… Io sono Ferruccio Amonini, un alpino valtellinese, un pompiere ex malato di Covid in forma grave. Quando vuoi, Silvio, metti su la moka che poi ti spiego la faccenda passo per passo nel suo interno… Buona vita”. Firmato, Ferruccio Grisù. Come nei 38 giorni di ricovero si è fatto conoscere da medici, infermieri e operatori del reparto di Pneumologia dell’ospedale di Merate.

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