L'emergenza

Spesa fuori dal Comune di residenza: ecco quando e perché si può fare

Nella circolare del prefetto tutti i motivi che consentono di spostarsi per fare acquisti fuori dal proprio paese.

Spesa fuori dal Comune di residenza: ecco quando e perché si può fare
Sondrio, 12 Novembre 2020 ore 08:11

Il prefetto di Sondrio Salvatore Pasquariello ha diramato una nuova circolare per chiarire i motivi che consentono di uscire dal proprio Comune per fare la spesa. Lo ha fatto dopo che la disposizione era stata resa nota ieri, mercoledì 11 novembre 2020, al termine della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. (LEGGI QUI LA NOTIZIA CHE RIGUARDA ANCHE SPORT E PARRUCCHIERI)

Spesa, la circolare del prefetto

Ecco il testo della circolare:

“In merito alla possibilità di recarsi in altri Comuni per acquistare generi alimentari e beni di prima necessità presso gli esercizi di cui all’art. 1, comma 1, lett. ff), si precisa che gli spostamenti sono consentiti presso Comuni vicini qualora non sia possibile effettuare la spesa nel proprio. Comune quando, ad esempio, in ambito comunale non ci sono punti vendita o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile presso lo stesso, o il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente in un Comune vicino, o gli esercizi commerciali presenti nel medesimo siano insufficienti a soddisfare il bacino di utenza. Tali indicazioni sono da considerarsi a titolo esemplificativo, nel senso che sussistono altre circostanze che possono giustificare uno spostamento, dato che il concetto di necessità e urgenza deve necessariamente essere declinato con buon senso. E’ evidente, infatti, che occorre tenere conto, da un lato, della particolarità di questa provincia che si connota per la presenza di piccoli Comuni, all’interno dei quali vi sono esercizi commerciali di limitate dimensioni non sempre provvisti di tutti gli articoli; dall’altro, di chi versa in una situazione di ristrettezza economica, magari acuita dalle conseguenza della pandemia, tale per cui la scelta dell’esercizio commerciale risulta essere dirimente a causa della differenza notevole di prezzo. Pertanto, in linea con la gestione della fase emergenziale della primavera scorsa, che ha avuto riscontri ampiamente positivi, lo scrivente e i componenti del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica hanno unanimemente confermato tale interpretazione ritenendola funzionale alla prevenzione di turbative all’ordine pubblico: permette, infatti, di evitare il concentrarsi di utenti presso un unico supermercato per il mero rispetto del criterio della residenza e consente di spostarsi nei Comuni vicini al fine di una migliore distribuzione di persone nell’ottica di evitare la formazione di assembramenti”.

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