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Tirano

Tangenziale, ecco gli appunti del partito In Azione di Carlo Calenda

Sull’opera sono emerse diverse perplessità.

Tangenziale, ecco gli appunti del partito In Azione di Carlo Calenda
Cronaca Tiranese, 11 Giugno 2021 ore 07:00

Il prossimo autunno partiranno i lavori per la costruzione della tangenziale di Tirano. L’opera, vuole essere la soluzione per ovviare ai problemi della mobilità tiranese che nella sua configurazione odierna obbliga il traffico a transitare nel centro storico della città abduana. Sul tema si è creato un tavolo per valutare l’efficacia dell’opera tra Sondrio in Azione, delegazione provinciale di partito di Carlo Calenda, e il professor Marco Canesi, ordinario del Politecnico di Milano, che al tema della mobilità in Valtellina ha dedicato un libro e una serie di conferenze (nel 2017). Sull’opera sono emerse diverse perplessità in particolare sul tracciato disegnato da Anas e sulla velocità di scorrimento.

Bianchini

"Concordiamo nella valutazione di urgenza effettuata e riconosciamo l’esigenza di trovare una soluzione alternativa alla mobilità tiranese - sostiene Tiziano Bianchini, coordinatore di Sondrio in Azione - il passaggio per il centro urbano va certamente eliminato, così come il passaggio a livello in località Trippi. Non è più accettabile rimandare queste opere di fondamentale importanza per la mobilità valtellinese. In questo periodo a maggior ragione data l’effettiva necessità di rendere la nostra Valle pronta ad accogliere le Olimpiadi e quindi anche di risolvere i quotidiani problemi di code che negli orari di punta congestionano la mobilità tiranese. Senza questi interventi strutturali si rischia di andare incontro a un’inefficienza che screditerebbe il territorio valtellinese davanti al mondo intero e di sprecare parte dell’indotto portato dall’evento sportivo. Durante gli incontri di Sondrio in Azione con il professor Marco Canesi, insieme alla laureanda Viviana Viviani, si è discusso sulle criticità dell’opera e si è prospettata una soluzione alternativa".

Critiche

"Non garantisce il livello di servizio richiesto, né come tangenziale né come semplice circonvallazione: le rotonde sono ben quattro, pregiudicando la scorrevolezza del traffico lungo il suo percorso; per giunta, una rotonda è stata posizionata in un punto particolarmente infelice, strategicamente complesso, a metà della salita del Campone, rischiando di fungere da tappo che blocca la statale e il traffico cittadino nelle ore di punta; è alquanto pericolosa: essendo a ridosso della montagna, nella stagione invernale, sarà in ombra e, quindi, soggetta a gelate; il suo punto più critico appare la curva che precede la rotonda del Campone e la rotonda stessa; in questo tratto, il meno solivo, il cambiamento di direzione comporterà una forte riduzione di velocità e, nei casi più sfortunati, potrebbe causare scivolate e conseguenti incidenti; ma la tangenziale, soprattutto, non è da condividere per una ragione ancora più importante, cruciale: elude il problema urbanistico di Tirano. In generale il traffico autoveicolare che si avvicina ad una città, attratto dalle sue attività centrali, vi entra per sostare in una percentuale che è proporzionale alla sua dimensione. In base a un rilevamento effettuato nel 2013 a Tirano tale traffico è il 55%. Dunque, la soluzione ideale sarebbe una secante urbana: interrata seguendo il tracciato della ferrovia, servirebbe l’area industriale e la stazione e, dopo aver sottopassato anche l’Adda, proseguirebbe in superficie sulla sede di via Lungo Adda Battaglione Tirano, arrivando fino a Tovo, dove si riconnetterebbe alla sede statale esistente. Per giunta, in questo modo, sarebbe evitato il transito dei tir nella città".

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