Treni, mattinata da incubo per i viaggiatori; la Cisl sul piede di guerra

I lavori non finiti sulla Lecco-Milano hanno provocato ritardi e soppressioni anche in Valle.

Treni, mattinata da incubo per i viaggiatori; la Cisl sul piede di guerra
28 Gennaio 2020 ore 13:58

Oggi, martedì 28 gennaio, si è verificata una situazione di disagio estremo, un vero incubo per i pendolari del trasporto ferroviario in provincia di Sondrio: ritardi enormi di oltre un’ora e conseguenti soppressioni di corse hanno letteralmente avvelenato la giornata dei tanti lavoratori e dei tanti studenti valtellinesi e valchiavennaschi fruitori dei servizi ferroviari, molti dei quali hanno manifestato alla CISL di Sondrio il loro disappunto.

Mattinata da incubo per i lavori notturni non terminati

Michele Fedele, della Cisl trasporti, spiega: “Una nota, diramata in mattinata da Trenord, attribuisce i disagi ad un intervento manutentivo notturno sulla linea ferroviaria protrattosi oltre il tempo previsto e, in aggiunta, ad un guasto verificatosi, sempre sull’infrastruttura ferroviaria, nei pressi della stazione di Arcore. Dal comunicato di Trenord sembrerebbe che i disagi non siano dipesi da eventi straordinari, quali avverse ed estreme condizioni atmosferiche o incidenti, bensì da comuni interventi di manutenzione che, normalmente, hanno tempi di esecuzione certi e, comunque, programmabili da parte di RFI, tant’è che l’orario di alcune corse, sul percorso Milano – Lecco, è stato preventivamente modificato fin dal 8 gennaio in considerazione dei lavori di manutenzione sulla linea in prossimità di Lecco, lavori che avranno una presumibile durata fino al mese di marzo”.

La Cisl chiede interventi

Fedele aggiunge: “La Cisl di Sondrio, pur ritenendo positivo l’impegno da parte di RFI mirato ad un potenziamento infrastrutturale della linea, peraltro spesso dalla stessa Cisl auspicato, esprime la propria preoccupazione circa la possibilità che ulteriori disagi, quali quelli odierni, possano ancora verificarsi nel corso del prosieguo dei lavori manutentivi (quantomeno fino al mese di marzo), aggiungendosi alle già note carenze che caratterizzano a tutt’oggi la condizione del materiale rotabile e dell’infrastruttura ferroviaria. Di fronte ad una malaugurata eventualità di questo tipo, potremmo ben dire che “piove sul bagnato”, essendo già oberati, da troppo tempo, da altre criticità che producono quasi quotidianamente disagi, quali porte dei treni o passaggi a livello che non si chiudono!

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