Villa di Tirano

Un territorio devastato

I danni che la tangenziale provocherà cominciano a spaventare tutti. Ma è tardi.

Un territorio devastato
Cronaca Tiranese, 26 Gennaio 2021 ore 06:52

La settimana scorsa, annunciando la sua ricandidatura a sindaco di Villa di Tirano, Franco Marantelli ha ammesso una verità che in effetti pare tale proprio a tutti i villaschi: “sulla tangenziale dovremo fare in modo di limitare al massimo i danni”. Questa frase ha innescato una serie di commenti, perchè forse l’amministrazione villasca in questi anni poteva far sentire di più la sua voce su un progetto che vede la realizzazione di una megarotonda all’altezza del ponte di Stazzona e la devastazione di una moltitudine di frutteti nel tratto che proprio dall’imbocco di Stazzona arriva fino a Tirano. Villa di Tirano pagherà un prezzo altissimo alla tangenziale di Tirano, e forse i villaschi non se ne sono ancora del tutto resi conto.

I pareri

In settimana però tanti hanno voluto dirci la loro, a cominciare dalla imprenditrice agricola villasca Rosanna Fiorina, che è anche in minoranza nel Comune di Tirano. “Ho sempre sostenuto che la tangenziale così come è stata progettata, avrebbe deturpato il nostro territorio. Rotonda a Villa di Tirano, serpentone di asfalto che prosegue verso Tirano, togliendo terreno agricolo e lavoro. Un progetto vecchio sistemato in qualche modo per poter essere approvato quanto prima senza tenere conto dell’impatto ambientale. Tutti siamo a favore della tangenziale, anche perché la statale 38 dovrebbe servire solo per i residenti e per la Svizzera. Snellire il traffico è un bisogno per i nostri paesi. Ma “rubare” la terra e la bellezza del nostro territorio per non voler cambiare il vecchio tracciato di 30 anni fa, non è ammissibile”. Anche l’ex sindaco di Villa e presidente della Pro loco Fabrizio Rossatti ha detto la sua: “La devastazione non sarà purtroppo solo paesaggistica, che sarebbe già sufficientemente grave, ma, portare una tangenziale a intersecare, a raso, la viabilità esistente con questa assurda rotonda, non facilita sicuramente gli spostamenti locali. Senza la condivisione delle amministrazioni locali, il progetto non sarebbe andato avanti… nei nostri amministratori ha prevalso la logica del “piuttosto che niente, meglio il piuttosto” e il risultato è questo”.

Altri

E poi Monica Manoni, della minoranza villasca. “Purtroppo sono scelte di fronte alle quali indietro non si torna… scelte che dovrebbero essere condivise con i territori stessi… che dovrebbero portare miglioramenti… nel caso di Villa non mi pare… Stazzona men che meno. La rotonda appena sotto il cimitero non so che senso abbia, se non quello di annientarla. Le amministrazioni dei vari Comuni hanno partecipato alle conferenze di servizi e riunioni fatte con il compito di tutelare gli interessi dei propri territori… hanno espresso il proprio parere: amministrazione di Villa compresa, il risultato è questo. Ho letto su Centro Valle che “il nostro obiettivo è quello di avere meno danni possibili” bel risultato. Ma il progetto esecutivo è stato approvato il 21 dicembre”. In effetti, come testimonia la memoria storica villasca Jack Moratti, l’unica richiesta sostanziale fatta dal Comune di Villa alla Conferenza dei servizi del 2018, di “valutare la possibilità di spostare il tratto della nuova strada in progetto tra la rotatoria di Stazzona e la contrada San Bernardo posizionandola più a ridosso dell’attuale strada provinciale (Stazzona-Tirano) fino ad inglobarla”, non è stata accolta, anzi, il progetto esecutivo va in direzione opposta. “Per quanto riguarda la rotonda di Stazzona non ho capito da chi è stata voluta; il progetto Del Simone-Foppoli, se ben ricordo unico progetto presentato e discusso in assemblee pubbliche, non la prevedeva, è comparsa sul progetto definitivo e nel merito nessuno ha avuto ufficialmente da ridire”.

Amministratori

Maurizio Magro se la prende con gli amministratori che si sono succeduti. “Gran parte delle persone che hanno amministrato Villa negli ultimi diciamo 40 anni, sono qui a fare la morale e a sentenziare sul fatto che sia cosa poco buona e poco giusta la nuova tangenziale, adesso però mi pare un po’ tardino per accorgersi che le cose potevano essere fatte in un altro modo, e vorrei anche far presente alla gente di Villa che mai nessuno dell’amministrazione che ci rappresenta ha indetto una riunione pubblica per illustrare alla popolazione come e dove venisse realizzata la tangenziale”. E poi l’artigiano Maurizio Bresesti: “La tangenziale serviva e serve… ma nel rispetto del paesaggio, con un progetto sensato, non con 4 rotonde. Neanche l’esperienza delle doppie rotonde di Castione, insegna qualcosa”. Ma non solo Villa. Anche fra i tiranesi, dove prevale un giusto entusiasmo per l’azzeramento del traffico che ora porta il passaggio della 38, c’è qualcuno che la pensa diversamente. Ecco Elena Soltoggio: “Non che a Tirano le cose siano migliori. Anzi. Personalmente non avrei mai accettato un progetto del genere. Una devastazione. Mi raccomando, accontentiamoci sempre del minimo”. Idea condivisa anche da Fausto De Campo, “per nulla soddisfatto dello scempio che si prospetta”. E poi Pietro Panizza, sempre da Tirano, che punta il dito verso un’altra storica colpa delle amministrazioni di Villa di Tirano: “Negli ultimi 40 anni le amministrazioni comunali villasche hanno permesso la costruzione di capannoni nel territorio da far paura, questa è stata la vera distruzione del fondovalle”. Insomma, tutti, o almeno tanti, d’accordo. Il prezzo da pagare sarà altissimo e i vantaggi per Villa pochissimi. Un altro errore storico che ferirà una volta per sempre il nostro fondovalle?

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