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questione di decimali

Zona gialla o arancione, la Lombardia al limite

Secondo alcune indiscrezioni, l’Rt lombardo (il dato è già pronto dalla sera del 17 febbraio) dovrebbe aggirarsi sullo 0.99.

Zona gialla o arancione, la Lombardia al limite
Cronaca 19 Febbraio 2021 ore 08:41

Oggi la decisione per la Lombardia, si sceglierà tra zona gialla o arancione.

Si tratta di una questione di decimali che però  faranno una differenza non da poco, per baristi e ristoratori soprattutto, che passerebbero dal poter accogliere nel proprio locale i clienti a dover nuovamente aggrapparsi solamente al servizio d’asporto e alle consegne a domicilio.

Zona gialla o arancione, numeri al limite per la Lombardia

Da PrimaLecco.it

Lo scorso venerdì (12 febbraio), con un Rt a 0.97, la Lombardia aveva mantenuto la fascia di colore giallo. Ma è ovvio che maggiore libertà di movimento significa anche maggiore circolazione del virus e, di conseguenza, un aumento dei contagi e dell’indice di trasmissibilità Rt. La soglia fissata da Cts, Ministero della Salute e Istituto superiore di sanità per il cambio di colore è a 1 (poi, a 1.25, si passa in rosso) e la Lombardia pare essere proprio lì, al pelo.

Secondo alcune indiscrezioni, l’Rt lombardo (il dato è già pronto dalla sera del 17 febbraio) dovrebbe aggirarsi sullo 0.99, proprio al limite. Per questo non è scontato che la Lombardia resti in giallo: è probabile, ma se il Cts dovesse ritenere che gli altri venti parametri che, insieme all’Rt, sanciscono il passaggio da una zona all’altra sono eccessivamente peggiorati, allora la zona arancione potrebbe essere comunque decisa.

Oggi la decisione

Com’è ormai noto, il verdetto arriverà  oggi, venerdì 19 febbraio 021, quando il Cts incontrerà il Ministero per il settimanale punto della situazione nelle varie zone d’Italia e, successivamente, il ministro Speranza firmerà le ordinanze.

C’è poi un ulteriore fattore che va considerato: il proliferare delle nuove varianti del Covid. La Lombardia è una di quelle Regioni che ha deciso di intervenire istituendo delle zone rosse locali dove sono stati riscontrati dei focolai particolarmente preoccupanti. Questa modalità d’intervento potrebbe essere ulteriormente normata, e addirittura favorita, dal nuovo Esecutivo, così da dare più “fiato” ai territori che, seppur localizzati in Regioni con numeri complessivamente non buonissimi, presentino comunque fattori di rischio più ridotti (o più elevati).

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