Anniversario di Piazza Fontana, uno spettacolo sulla morte di Pinelli

E' in programma per sabato 14 dicembre in biblioteca a Ponte. La presentazione degli organizzatori.

Anniversario di Piazza Fontana, uno spettacolo sulla morte di Pinelli
Cultura Sondrio, 11 Dicembre 2019 ore 10:09

Si intitola "La notte degli inganni" lo spettacolo dedicato alla morte di Giuseppe Pinelli che viene proposto in occasione del 50° anniversario della strage di Piazza Fontana..

La strage di Piazza Fontana e la morte di Pinelli

Lo spettacolo in quattro quadri è organizzato da Archivio68sondrio in collaborazione con ANPI, ISSREC, CIRCOLO CULTURALE IL FORNO, OLTRE IL MURO. E' stato reso possibile dalla preziosa collaborazione di Gainluca Moiser e dalle letture di Marilena Marmo, Fabio Panighetti, e VilmaTognini. L'appuntamento è per sabato 14 dicembre alle 21 alla biblioteca comunale di Ponte. L'ingresso è libero. Ecco la scheda redatta dagli organizzatori per ciascun quadro:

Il primo quadro

Il primo quadro "Una giornata non qualunque di un uomo non qualunque" ripercorre la giornata del 12 dicembre 1969 di Giuseppe Pinelli, un anarchico che, poche ore prima di essere fermato, scriveva a un compagno ingiustamente incarcerato e che sarebbe poi stato completamente scagionato dall’accusa di aver messo delle bombe al padiglione Fiat della Fiera di Milano il 25 aprile 1969: “L’anarchismo non è violenza, la rigettiamo, ma non vogliamo nemmeno subirla: essa è ragionamento e responsabilità e questo lo ammette anche la stampa borghese, ora speriamo che lo comprenda anche la magistratura".
La giornata si snoda in giro per Milano tra incombenze legate alla sua militanza nel circolo anarchico della Ghisolfa e momenti di pausa al caffè con gli amici fino all’incontro con il Commissario Calabresi verso le ore 18 al circolo anarchico di via Scaldasole.

Il secondo quadro

Il secondo quadro “La notte degli inganni” racconta i 3 giorni di Pinelli in questura fino al suo ultimo volo dalla finestra dell’ufficio dove lo stavano interrogando. Il racconto si sviluppa attraverso la lettura della sentenza del Giudice D’ambrosio : una sentenza per certi versi emblematica. Dopo aver denunciato l’illegalità del fermo di Pinelli, le privazioni fisiche e morali cui fu sottoposto , la mancanza di indagini accurate dopo la sua morte , le contraddizioni tra le testimonianze rese dai poliziotti e dal carabiniere che erano in quella stanza al giudice Caizzi e quelle rese successivamente nel corso del processo intentato da Calabresi al direttore di Lotta continua Pio Baldelli il giudice D’Ambrosio assolve Calabresi i poliziotti e il carabiniere da qualunque responsabilità per la morte dell’anarchico, li manda liberi da qualunque accusa (anche quella di falsa testimonianza) e attribuisce la morte di Pinelli a un malore attivo.

Il terzo quadro

Il terzo quadro "La questura di Milano" ci porta nel cuore dell’inganno. Chi c’era effettivamente in questura a Milano in quei giorni, oltre a chi ovviamente doveva esserci perché quello era il suo posto di lavoro? Chi seguiva da vicino le indagini per la strage di Piazza Fontana, suggerendo la direzione in cui andare a cercare i presunti colpevoli? Anche in questo caso vien dato spazio alle testimonianze di due funzionari pubblici: Antonio Pagnozzi, allora responsabile per l’ordine pubblico a Milano e Guglielmo Carlucci, allora capo della VI sezione degli Affari Riservati , un ufficio dipendente dal Ministero dell'Interno italiano con compiti di intelligence e di controllo politico interno.

Il quarto quadro

Il quarto e ultimo quadro Epilogo si chiude con l’epitaffio sulla tomba di Pinelli “La macchina del “Clarion” di Spoon River venne distrutta, e io incatramato e impiumato per aver pubblicato questo, il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago”.

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