In Val Bregaglia

Nei disegni di Gini gli abbracci negati del lockdown

Fino al 25 ottobre è visitabile nel borgo di Soglio una mostra che suscita emozioni e fa riflettere.

Nei disegni di Gini gli abbracci negati del lockdown
Valchiavenna, 07 Ottobre 2020 ore 06:23

“Immagino… Non mi resta altro” è il pensiero che dà il titolo alla mostra di Gian Pietro Gini nella quale i suoi disegni, nati nella primavera del 2020, racchiudono il senso di un periodo non facile ricco di paure, insicurezze e, soprattutto, distanze. L’evento espositivo, visitabile fino al 25 ottobre presso “La Streccia” a Soglio in Val Bregaglia, è ricco di spunti che riflettono un momento della nostra esistenza, che tanto ci ha messo alla prova isolandoci dal “mondo”.

Il lockdown nelle opere di Gini

In questa particolare situazione, dove si è assistito per la prima volta, dopo decenni, alla chiusura delle frontiere e dove non si potevano abbracciare, o addirittura vedere, amori, familiari, amici, paesani, l’artista Gian Pietro Gini ha dato vita alle sue opere. I suoi disegni nascono come se una forza invisibile prendesse possesso della sua mano, dei suoi gesti, della sua arte, e lo guidasse a creare sul foglio bianco opere fortemente emozionali che rappresentano più che mai abbracci, incontri, baci, silenzi e momenti introspettivi. Soglio, meraviglioso borgo al confine con l’Italia, dove i silenzi si mescolano con l’emozione del paesaggio, ci ha donato un altro artista tutto da scoprire e apprezzare nella sua intima creatività.

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