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Crisi covid: nel 2020 la Lombardia ha perso il 10% del PIL

I dati non sono positivi. Parolo: "Indicatori da regime di guerra". Attesa e speranza per i fondi del Next Generation EU: "Le Pmi sono l'elemento trainante del Paese"

Crisi covid: nel 2020 la Lombardia ha perso il 10% del PIL
Economia 10 Febbraio 2021 ore 08:50

Pesante impatto del Covid sull’economia della Lombardia a quanto rilevato dall’Osservatorio Economia e Territorio per CNAS Veneto e CNA Lombardia: Pil 2020 giù del 10%, ripresa al via solo a metà 2021 ma molto limitata.

L’impatto del Covid sull’economia lombarda

Tiene solo l’export agroalimentare, Pil già del 9,8% e consumi dell’11,1%. Sono stati presentati stamattina, martedì 9 febbraio, i risultati del secondo Focus relativo all’impatto del Covid 19 sull’economia del territorio, secondo quanto emerso dallo studio effettuato dall’Osservatorio Economia e Territorio per CNA Veneto e CNA Lombardia. (Il precedente Focus è stato presentato nel novembre del 2020).

“Caduta indicatori come in regime di guerra”

Con riferimento specifico alla situazione della Lombardia, il Presidente di CNA Lombardia Daniele Parolo è netto:

“I dati più recenti elaborati dal nostro centro studi stimano una caduta dei principali indicatori economici assimilabile a quella di un regime di guerra: PIL al -9,8 per cento, consumi al -11,1 per cento, investimenti al -8,2%. Il dato relativo agli investimenti ha in realtà contenuto le perdite previste dalle precedenti stime di ottobre (-13%), a testimonianza della grande resilienza del tessuto produttivo lombardo. Sarà fondamentale rigenerare fiducia, nelle famiglie e nelle imprese. La domanda interna costituirà il vero discrimine per una ripresa robusta e non solo trainata dall’export, pure decisivo per i segmenti più avanzati del mondo imprenditoriale”.

“Dobbiamo concentrarci su vaccini e investimenti”

Continua Parolo: “CNA Lombardia torna a confermare di non avere interesse alle danze della politica, troppo spesso foriere di instabilità: oggi dobbiamo concentrarci su vaccini e investimenti a valere sul Recovery Fund. Per questo abbiamo voluto concentrarci su una lettura di quali aspetti del piano nazionale Next Generation Italia potrebbero realmente incrociare i bisogni delle imprese”.

Il Next Generation EU è il nuovo strumento dell’Unione Europea destinato a raccogliere fondi sui mercati per sostenere la ripresa economica e sociale. Entro il 30 aprile prossimo ciascun paese membro dovrà preparare il proprio Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR) che darà diritto a ricevere fondi nell’ambito dello strumento per la ripresa e la resilienza.

“Il comparto territoriale del Nord Italia con quasi 2,3 milioni di PMI, rappresenta il 50 % delle piccole medie imprese sul territorio nazionale – spiega Parolo – Un’area produttiva capitale nello scenario economico del Paese che può ben costituire l’elemento trainante per la ripresa. Ma va rilevato che lo schema di Next Generation EU, così come è impostato, non è a dimensione di piccola impresa ed è necessario tendere ad un impegno comune per far sì che lo diventi. Se si ritenga che alcuni settori siano strategici per l’economia del nostro territorio è necessario che ogni intervento da parte dello Stato si attui rafforzando le filiere e mettendo in sinergia le imprese. Ma soprattutto deve essere strumento efficace e calibrato in grado di rispondere alle esigenze specifiche di quelle aree territoriali e produttive del Paese in grado di trainare la ripresa”.

Lo studio del CNA sull’impatto del Covid

Lo studio è suddiviso in due parti: la prima che tiene monitorati 10 indicatori (PIL, consumi, investimenti, totale imprese attive, imprese artigiane, nuove imprese iscritte, imprese cessate, C.I.G., export) mediante analisti trimestrale specifica sul territorio di riferimento; la seconda parte ribadisce le posizioni in chiave interpretativa relativamente ad alcuni temi specifici quali l’impatto dei provvedimenti governativi sul Sistema Paese nel complesso e sulle PMI del territorio di riferimento (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna) con specifica attenzione al Next Generation EU (NGEU), al Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF) e al Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR) analizzati in base alle ricadute  e all’impatto della pandemia da Covid 19.

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