Il gelo

E' allarme anche per api e miele: le gelate hanno colpito gli alberi di acacia

Dopo le temperature a picco, germogli disseccati e appassiti sulle robinie. Il raccolto è in forte pericolo.

E' allarme anche per api e miele: le gelate hanno colpito gli alberi di acacia
Economia Sondrio, 22 Aprile 2021 ore 14:40

Non è finita. Al già pesante bilancio di danni che gravano sulla frutticoltura valtellinese dopo le gelate delle scorse settimane, potrebbero aggiungersi quelli del settore apistico, con la produzione del miele di acacia che rischia di essere fortemente decimata dopo che le gemme degli alberi di robinia risultano letteralmente “bruciate” dal gelo.

Miele, si teme per i danni all'acacia

I danni all’acacia – sottolinea Coldiretti Sondrio – stanno emergendo in questi giorni in tutta la loro gravità, in uno scenario che già vede gli apiari di Valtellina e Valchiavenna duramente provati da un inverno dove il meteo sembra aver imboccato le montagne russe. Inverno caldo e primavera con le gelate stanno dunque creando gravi problemi agli alveari. Le api hanno scarsa disponibilità di raccogliere nettare, a causa delle basse temperature, e in molti casi vanno nutrite artificialmente: e questo aggiunge ulteriori costi al danno, in un momento di difficoltà generalizzata per il settore agricolo.

I timori degli agricoltori oltre che dei produttori di miele

Così commenta il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini:

"Non va dimenticato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. Un singolo insetto visita in genere circa cinque mila fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Le gelate dei giorni scorsi, hanno provocato ingenti danni alle piante spontanee di interesse apistico, come il ciliegio, ma soprattutto l’acacia. Di quest'ultima si nota l'appassimento e disseccamento dei germogli”.

“Oltre che ambientale, il danno è anche economico. La svolta salutista degli italiani per effetto della pandemia Covid ha portato all’aumento del 13 per cento degli acquisti familiari di miele nel 2020 ma sugli scaffali dei supermercati italiani già più di un vasetto di miele su due viene dall’estero con il rischio di consumare prodotti di bassa qualità. Il nostro consiglio è di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole o nei mercati di Campagna Amica che, in provincia di Sondrio, si tengono con frequenza settimanale a Morbegno e Tirano, il giovedì, oltrechè a Sondrio con un doppio appuntamento il venerdì e il sabato. Ogni quindici giorni, invece, i nostri produttori agricoli sono a Bormio, nella giornata di domenica. Nel territorio italiano non sono ammesse coltivazioni Ogm a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina. Il miele nazionale è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti”.

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