Viticoltura

Il grazie di Nera e Caven ai viticoltori della Valtellina

Conclusa la prima vendemmia senza il fondatore Pietro Nera

Il grazie di Nera e Caven ai viticoltori della Valtellina
Sondrio, 27 Ottobre 2020 ore 13:35

Si è chiusa la vendemmia in Valtellina, che per le case vinicole Nera e Caven è stata la prima dopo la scomparsa del fondatore Pietro Nera. Da loro un grazie ai viticoltori.

Il grazie ai viticoltori della Valtellina

“La Casa Vinicola Pietro Nera desidera rivolgere pubblicamente un sentito ringraziamento agli oltre 170 conferenti storici dell’ azienda, dislocati dal tiranese fino alla Sassella con terrazzamenti vitati che si trovano da 300 a 600 metri di quota, che in un’annata complicata da diversi punti di vista, non solo climatici, hanno dimostrato ancora una volta il loro attaccamento alla terra dove nasce il “Nebbiolo delle Alpi”. Conferendo, grazie al loro costante impegno e nonostante la prevista mancata produzione, uve scelte, idonee per una soddisfacente vinificazione. La prima vendemmia senza il papà Pietro, iniziata prima del solito, dopo un po’ di preoccupazione, lascia, in sede di consuntivo, delle buone prospettive per il futuro dei vini che rispecchieranno appieno, anche in questa annata tribolata, il valore della Chiavennasca. Proprio come avrebbe voluto il fondatore, la cui eredità viene portata avanti con passione da figli, nipoti e da tutto lo staff, che ha sempre indicato nei viticoltori i veri protagonisti della filiera produttiva, senza i quali nulla sarebbe possibile”.

Il commento dell’Enologo Stefano Nera

“Mentre si avvicina il momento della svinatura e della torchiatura si possono fare le prime valutazioni con affidabilità. Se potrà mancare un po’ di struttura, siamo di fronte a colori e profumi caratteristici che rispecchiano il DNA della Chiavennasca. L’enologo ha un ruolo importante, ma non nondimeno ce l’hanno i viticoltori, con cui è doveroso quindi condividere anche i recenti premi ricevuti dai nostri vini, rossi e rosati in particolare. Una gratificazione non fine a sé stessa, ma un un giusto riconoscimento anche a tutti coloro che contribuiscono ad ogni bicchiere di quello che viene creato in più anni di lavoro. Dalla pianta alla bottiglia”.

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