In Giappone mangeranno Bresaola ma solo quella prodotta con carni italiane

Il via libera è arrivato al termine di un lungo negoziato condotto dal ministero della Salute italiano e dall’ambasciata d’Italia a Tokyo

In Giappone mangeranno Bresaola ma solo quella prodotta con carni italiane
Economia 18 Novembre 2017 ore 11:47

Le autorità giapponesi hanno dato il primo via libera all’export nel paese del Sol Levante di prodotti made in Italy a base di carne bovina non importata. Tra questi è compresa anche la Bresaola.

La Bresaola in Giappone

Il via libera è arrivato al termine di un lungo negoziato condotto dal ministero della Salute italiano e dall’ambasciata d’Italia a Tokyo. Il commercio della Bresaola realizzata con carne italiana può così affacciarsi al Giappone . Tuttavia la gran parte del salume tipico della valtellina è realizzata con carne importata: la bresaola Valtellian Igp è fatta prevalentemente con carne di  zebù importata dal Brasile e poi lavorata. La svolta si è concretizzata nelle ultime settimane, a seguito dei contatti bilaterali avvenuti in occasione delle riunioni G7 in ambito Salute e della visita a Tokyo del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto. La negoziazione con le autorità giapponesi continuerà con l’obiettivo di poter esportare bresaola italiana realizzata con carne proveniente da determinati Paesi terzi.

Soddisfazione per il Consorzio

"L’auspicio è che a questa prima apertura segua la possibilità di esportare bresaola prodotta anche a partire da materia prima non italiana in modo da poter soddisfare tutte le richieste dei consumatori giapponesi" si legge in una nota del consorziodi tutela Bresaola della Valtellina. “L’apertura di nuovi mercati è per noi uno stimolo a crescere ulteriormente. Confidiamo che anche altri importanti Paesi terzi, che da anni vietano l’importazione di prodotti bovini dall’Italia, seguano presto l’esempio del Giappone. Ringrazio vivamente le nostre Istituzioni, in particolare il Ministero della Salute, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Ambasciata a Tokyo che hanno consentito oggi di raggiungere questo importante risultato. I nostri produttori ora dovranno abilitare gli stabilimenti all’esportazione in Giappone rispettando la procedura concordata con le Autorità nipponiche” ha affermato Franco Moro, Presidente del Consorzio di Tutela.

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