Agricoltura

Viticoltura, si annuncia una vendemmia precoce in Valtellina

Resta il problema legato alle grandinate che hanno provocato danni in alcune zone.

Viticoltura, si annuncia una vendemmia precoce in Valtellina
Sondrio, 17 Agosto 2020 ore 14:42

Quella di quest’anno si annuncia come una vendemmia precoce in Valtellina. Lo dicono i dati della Fondazione Fojanini di Sondrio.

Per la Fojanini sarà una vendemmia precoce

Le prime valutazioni scaturite dalle analisi chimiche effettuate in questi giorni dai tecnici della Fondazione Fojanini attestano che siamo in presenza di un’annata precoce. Come sempre l’andamento meteorologico dei prossimi 50/60 giorni sarà fondamentale per completare il processo di maturazione di una varietà come il Nebbiolo. Le analisi chimiche individuano il trend di maturazione e vengono effettuate da 22 anni sui cosiddetti vigneti guida. L’esecuzione sulle stesse piante e con la stessa modalità di prelievo, ripetute negli anni, ci permettono di tracciare un quadro sull’andamento della maturazione.

I danni delle grandinate

La carica produttiva è inferiore a quella della scorsa stagione e siamo in presenza di un’annata media. Purtroppo le recenti grandinate hanno causato ingenti danni a partire dalla zona del Sassella fino all’Inferno, per cui la produzione dell’annata sarà risentirà anche dell’effetto grandinigeno. Anche in questa annata il peso medio attuale del grappolo è leggermente superiori alla media. La dotazione idrica è positiva, grazie ad alcuni temporali recenti. Da sottolineare il fatto che da inizio agosto lo stress idrico è stato più evidente rispetto al mese scorso e questo ha inciso causando un rallentamento della maturazione, che a fine luglio era, rispetto alla media ventennale, più pronunciata.

La fase fenologica

“La fase fenologica dell’invaiatura (colorazione) e la sua percentuale attuale non è distribuita in maniera uniforme, ma a macchia di leopardo – spiegano dalla Fojanini – Vi sono vigneti bel oltre il 50 % di invaiatura e altri appena all’inizio. Se questo è fisiologico tra quote diverse e esposizioni diverse, non lo è quando questi si ritrovano all’interno di aree omogenee. Questo fenomeno è in atto da alcuni anni è non è imputabili a cause naturali, ma antropiche”.

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