Autonomia: Molteni dice sì al referendum

Critiche a Maroni ma appoggio alla richiesta di maggiori competenze

Autonomia: Molteni dice sì al referendum
13 Luglio 2017 ore 13:03

Il sindaco di Sondrio Alcide Molteni dice sì al referendum sull’autonomia. Insieme ad altri primi cittadini è nel comitato promosso da Giorgio Gori.

Molteni dice sì al referendum ma dice no a Maroni

Un sì per sostenere che la Regione deve chiedere allo Stato centrale più competenze e i soldi per svolgerle al meglio. Ma anche un no alla strumentalizzazione da parte di Roberto Maroni e della Lega Nord a una richiesta che non ha nulla a che vedere con l’autonomia delle realtà che hanno uno statuto speciale. E’ questa in sintesi la posizione del sindaco di Sondrio che ha aderito al comitato di sindaci del centrosinistra. Nonostante il Pd regionale sia contrario all’operazione.

I temi centrali del comitato

“Nell’incontro dell’altro giorno a Varese sono stati indicati due elementi fondamentali – spiega Molteni – In primo luogo l’ambiente. Oggi la Regione è in una situazione di stallo e inefficacia. Non ha a disposizione gli strumenti giusti per attuare una politica incisiva contro l’inquinamento. In più occasioni, quando si affrontava l’emergenza, ci si limitava a stabilire i parametri e a individuare le  aree omogenee per blocco del traffico. Non è una modalità da regione avanzata”. Il secondo tema è l’innovazione. “La Lombardia deve diventare una regione di riferimento in Italia. Il patto per la Lombardia firmato qualche mese fa con Matteo Renzi è uno strumento inadatto. O meglio, non sono state colte le opportunità che poteva offrire, soprattutto se raffrontato ad esempio con quello della Puglia. Il nostro è vuoto, senza slanci. Si è scelto di lavorare su investimenti infrastrutturali, ma senza un vero progetto di innovazione, magari legata anche al tema ambientale. Penso, ad esempio, alla mobilità. Si fanno svincoli e strade e poco per i treni”.

Le criticità del referendum

Nonostante il comitato e il sì, Molteni e gli altri sindaci sottolineano un aspetto: “Così come viene presentato oggi è un’iniziativa partitica. Come il voler mettere una bandierina. E poi andare dallo Stato e trattare con una sorta di mandato per trattare l’autonomia. Quello che invece serve è il presentare una richiesta chiara di competenze. Se no si fa una manovra che costa 40 milioni di euro e rischia di essere inutile, visto che questo referendum è soltanto consultivo”.

 

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