Bandiera nera: Legambiente replica a Della Bitta

Damiano Di Simine ribatte con forza

Bandiera nera: Legambiente replica a Della Bitta
23 Luglio 2017 ore 14:00

Bandiera nera per la Provincia di Sondrio

Bandiera nera: arriva la replica al presidente della Provincia

“Le critiche espresse dal presidente della provincia di Sondrio nei confronti delle segnalazioni fatte da Legambiente su due casi di grave minaccia agli ambienti montani ovviamente è umanamente comprensibile, non fa mai piacere ricevere giudizi meno che lusinghieri nei confronti della propria terra. Ma forse si poteva essere un po’ più signori nell’evitare – dall’alto di un alto ruolo amministrativo – di lasciarsi andare sul social network a valutazioni di tono francamente populista e da tifoseria”.  A  parlare è Damiano Di Minie di Legambiente Lombardia.

Le motivazioni dei giudizi

“I giudizi di Legambiente si basano su atti pubblici e dati oggettivi nella sostanza incontestati e, francamente, non si può pensare che autorizzare il ‘bombardamento’ di un versante montano per disgregare milioni di metri cubi di granito sia un atto di amore alla propria valle. Nè che lo sia il realizzare un impianto funiviario e un sistema di piste da discesa su un versante d’alta quota sostanzialmente incontaminato, forzando tutte le regole e i vincoli e arrivando a chiedere niente po’ di meno che al Presidente del Consiglio dei Ministri una procedura ‘indulgente’ e speditiva per consentire all’operatore attivo sul territorio livignasco di fare quello che a qualunque altro cittadino non sarebbe consentito”.

La retorica del lavoro

“Ma poi è sulla retorica del lavoro che francamente non ci stiamo. Perchè ognuno fa il proprio, di lavoro, magari insieme a noi nella giornata di Puliamo il Mondo, o si prendono cura dei castagneti come il nostro circolo di Chiavenna: la società civile è un grande mosaico di generosità e di senso del bene pubblico”.

Un’idea insopportabile

“Quello che però trapela dalle esternazioni social del Presidente, ed è francamente insopportabile, è l’idea che invece le associazioni di volontariato e di impegno civile debbano sì lavorare e adoperarsi per il bene pubblico, ma astenersi dal prendere una posizione ed esprimerla. Un’idea, francamente, un po’ desueta dell’associazionismo, della spinta a fare cose insieme, ma anche a scambiare idee e competenze, a maturare e verificare giudizi, e a prendere parola sulla pubblica piazza… No, par di capire, finchè lavorate va tutto bene, ma non disturbate il manovratore. Un’idea che in passato ebbe maggiori fortune in diversi contesti culturali (pensiamo all’Opera Nazionale Balilla), ma che ora è superata, senza troppi rimpianti”.

Il compito delle associazioni

“Le associazioni di cittadinanza, la loro libertà di giudizio, il loro esercizio dei diritti di cittadinanza e quindi anche di critica, e perfino di costituzione in giudizio per la tutela dell’interesse collettivo, sono oggi ampiamente riconosciute, almeno nella parte del mondo in cui ci troviamo. Nel giudizio di quanti, Valtellinesi e Valchiavennaschi affezionati alla loro terra, ci hanno sottoposto i casi che abbiamo valutato e segnalato con bandiere nere, non c’è meno amore per la propria terra di quanto ne rappresenti, sul social network, il presidente della Provincia”.