Il caso

La Moratti, il vaccino in salsa Pil e le polemiche

La minoranza insorge dopo la "gaffe" del neo assessore, lei precisa e poi rilancia con una proposta.

La Moratti, il vaccino in salsa Pil e le polemiche
Politica Sondrio, 19 Gennaio 2021 ore 13:58

E’ bufera su Letizia Moratti, neo vice presidente di Regione Lombardia e assessore al Welfare. Il caso che da ore tiene banco nella politica regionale è legato al una fantomatica lettera che ha inviato al commissario Domenico Arcuri per chiedere di prendere in considerazione non solo fattori demografici e sanitari, ma anche economici, come l’apporto al Pil, per i tempi della distribuzione.

Vaccino e Pil, Moratti precisa in Consiglio regionale

“Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito”. Lo ha detto questa mattina, martedì 19 gennaio 2021, il vice presidente della Regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti, rispondendo in Aula consiliare a un’interrogazione a risposta immediata. “Il Pil cui io ho fatto riferimento è un indicatore finanziario, produttivo, economico. Regione Lombardia – ha continuato – è motore d’Italia. Il rischio per questa regione è oggi quello di fermarsi per troppo tempo, di fermare il lavoro, la vita sociale e la filiera produttiva e questo penalizzerebbe tutta l’Italia. Per questo, come abbiamo già detto, Lombardia non merita di restare in zona rossa”.

Speranza l’aveva bacchettata su Twitter

“Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono – ha risposto il ministro della Salute Roberto Speranza su Twitter (peraltro senza citare la neo vice presidente lombarda) – In Italia la salute è un bene pubblico garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”.

Anche Pizzul (Pd) la bacchetta. E bacchetta pure Fontana

“Moratti, assessore da poco più di una settimana, ha compiuto uno scivolone che non ci aspettavamo. Dal virus si esce tutti insieme o non si esce e sollevare eccezioni basate sul Pil non fa che peggiorare la considerazione che i cittadini hanno di questa istituzione, già così deteriorata. Invece di scrivere ultimatum, lettere e ricorsi contro tutti gli altri, Moratti e Fontana dovrebbero cercare di capire perché la sanità lombarda non ha funzionato di fronte alla pandemia. Perché, senza una sanità che funziona, non torneremo tanto presto a produrre Pil”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Fabio Pizzul in merito alle dichiarazioni della vicepresidente della Regione Letizia Moratti relative a Pil prodotto e a criteri di distribuzione dei vaccini.

E Rozza rincara la dose

“Se è vero che l’assessore Moratti ritiene di chiedere che la distribuzione dei vaccini tenga conto del Pil prodotto, e stento a crederlo, è evidente che ci troviamo di fronte a un tentativo di distrarre l’attenzione dai problemi della gestione del Covid in Lombardia. Il criterio su cui si basa e si deve basare la distribuzione è la numerosità della popolazione e, infatti, la Lombardia è la regione che ne ha ricevuti di più, 234mila dosi, seguita dal Lazio con 132mila dosi e via dicendo. La vicepresidente Moratti è, invece, tenuta a predisporre il piano vaccinale e a dire agli anziani in primis quando verranno contattati e chi somministrerà loro le dosi.” Lo dichiara la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza.

Raffaele Erba (M5S): “Moratti, primo giorno e prima gaffe”

“Primo giorno, prima gaffe e primo passo indietro da parte dell’assessore Moratti. Se il buongiorno si vede dal mattino, in Regione Lombardia iniziamo subito con il piede sbagliato”, commenta premette Raffaele Erba, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle. “Gallera era salito agli onori di cronaca per i suoi strafalcioni tanto da divenire il bersaglio preferito della satira di Maurizio Crozza insieme al presidente Fontana in diverse puntate del suo programma televisivo. Speriamo che la stessa storia non si ripeta per la nuova Assessora alla Sanità. La Lombardia non ha bisogno di perdere ulteriore credibilità”, conclude Erba.

Ma lei rilancia con una proposta in coppia con Guidesi

Utilizzo dei medici del lavoro in azienda per somministrare il vaccino anti-covid. E’ su questo che Regione Lombardia e in particolare il vice presidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, e l’assessore allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi, stanno lavorando per accelerare l’uscita dalla crisi del mondo produttivo lombardo. “Bisogna fare in modo – spiegano Moratti e Guidesi – che tramite le associazioni di categoria e le ASST, le aziende che lo vorranno possano utilizzare, all’interno delle loro sedi operative, i medici del lavoro per vaccinare i lavoratori. Questa scelta ha due finalità. Da una parte decongestionare le strutture sanitarie che, da oltre un anno, sono sotto pressione per l’emergenza Covid. Dall’altre consentire al sistema economico della Regione di ripartire a pieno regime in totale sicurezza”. I due assessori annunciando che nei prossimi giorni proporranno alle associazioni di categoria un apposito protocollo per rendere operativa questa procedura nel più breve tempo possibile.

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