Giro di vite sui call center e le vendite telefoniche

Approvata in Senato la Legge proposta dal Senatore Jonny Crosio

Giro di vite sui call center e le vendite telefoniche
03 Agosto 2017 ore 10:04

Approvata in Senato la Legge sulle vendite telefoniche o telemarketing: più tutele per i cittadini per difendersi da vendite e promozioni telefoniche.

Cosa Prevede la Legge sulle vendite telefoniche

Chi non vorrà essere chiamato per televendite e promozioni commerciali potrà chiedere l’esclusione dei numeri di tutte le proprie utenze, sia fisse che mobili, e negare l’utilizzo dei dati personali attraverso l’iscrizione al registro per le opposizioni. È stato inoltre vietato agli operatori il ricorso a compositori telefonici per la ricerca automatica di numeri non inseriti negli elenchi pubblici ed è stata imposta la creazione di un prefisso unico che consentirà all’utente di individuare immediatamente la telefonata del call center riservandosi la facoltà di rispondere o meno.

Registro delle opposizioni

Questo speciale registro consente ai cittadini di opporsi all’utilizzo del proprio numero di telefono da parte degli operatori, quindi di essere chiamati per vendite dirette o comunicazioni commerciali. La legge non è stata approvata dall’aula del Senato bensì dalla commissione Lavori pubblici e Comunicazioni. Della commissione fa parte Jonny Crosio, Senatore Valtellinese, che ha proposto la Legge.

Lavoro della commissione

La commissione attraverso la procedura ‘legislativa’, richiesta solo con il consenso di tutti i gruppi parlamentari, si sostituisce all’aula dopo aver ricevuto il nulla osta del Governo e dei ministeri competenti, nel caso specifico dal sottosegretario Maria Elena Boschi e dai ministeri dell’Economia, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della Giustizia.

L’iter della Legge

Questa procedura, più snella e veloce, prevede i passaggi analoghi a quelli contemplati per l’approvazione in aula. L’illustrazione della legge a cura del relatore alla presenza di un rappresentante del governo, la presentazione di emendamenti e il coinvolgimento delle commissioni competenti, le dichiarazioni di voto finali e la votazione. Ha presenziato ai lavori il sottosegretario con delega alle comunicazioni Antonello Giacomelli, mentre relatore è stato Raffaele Ranucci del Pd. Non sono stati invece presentati emendamenti in quanto il testo era stato definito e concordato nei dettagli. L’ultimo passaggio si è completato questa mattina con il voto unanime di tutti i componenti dell’ottava commissione. Ora la legge Crosio dovrà essere approvata dalla Camera attraverso la medesima procedura, quindi senza passaggi in aula.

Confronto tra gli operatori

Iniziato nel gennaio scorso, l’esame della legge si è caratterizzato, com’è prassi, per il confronto con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, le associazioni dei consumatori, gli operatori telefonici e le aziende che gestiscono i call center. Tutte le parti sono state ascoltate nel corso di numerose audizioni prima di giungere alla stesura finale del testo di legge. “È stato un lavoro intenso e articolato, necessario per approfondire tutti i termini della questione” spiega il senatore Crosio.  “Completato in tempi straordinariamente brevi per l’impegno e la determinazione di tutti i componenti della Commissione, fermi nel respingere le obiezioni sollevate da operatori telefonici e call center che hanno accettato a malincuore i limiti imposti dalla legge”. “Il testo porta la mia prima firma ma è il risultato di un lavoro corale che ha potuto contare sull’appoggio del governo”.

Commento

“Certamente non è una legge che cambia le sorti dell’Italia ma fornisce un aiuto concreto ai cittadini che si potranno difendere da proposte e vendite telefoniche che spesso rasentano lo stalking. Al contempo, salvaguarda le aziende di un settore che dà lavoro a decine di migliaia di persone. Una regolamentazione non più prorogabile allo stato attuale che disciplina la materia nell’interesse dei cittadini” conclude crosio.

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